Chioggia, il gruppo “Via la carretta” ci riprova

Dopo essere riusciti a sensibilizzare l’opinione pubblica e ad ottenere un finanziamento per la demolizione della “Notio Hellas”, la nave che da oltre trent’anni giaceva in secca dinnanzi allo scalo portuale di Isola Saloni, il gruppo Facebook “Via la Carretta da Chioggia” ci riprova.

Oggetto della mission questa volta è il galleggiante Romano P, immortalato nella foto utilizzata in copertina e realizzata da Paolo Fidelfatti mentre è al suo ormeggio, non distante da quello che era diventato l’ultimo attracco della nave demolita qualche mese fa.

Una zona divenuta in maniera inconsapevole “cimitero di navi” e da cui per fortuna non più tardi di qualche settimana fa sono già state rimosse la decina di chiatte che erano utilizzate fino al fallimento dalla ditta proprietaria della Romano P per la movimentazione del grano dal galleggiante fino allo scalo marittimo.

“Il gruppo serve ancora – scrive su Facebook Marino Masiero – da tempo, ormai troppo, la nave gru per le granaglie deturpa il paesaggio di Chioggia e della Laguna Veneta.  È giunto il momento di agire. Serve che la nave entri in porto o se ne vada da Chioggia, prima che sia troppo tardi. Prima che affondi. Prima che diventi la nuova carretta… il nuovo mostro. È una piccola battaglia civile che possiamo fare senza altri scopi che non siani quelli di migliorare l’immagine della nostra Città.”

Il discorso sicurezza non è infatti da sottovalutare, già in un paio di occasioni la Romano P, a causa del forte vento di Bora ha rotto gli ormeggi provocando non pochi danni. Era infatti il febbraio del 2015 quando la nave ruppe gli ormeggi e andò a sbattere contro le vicine chiatte, facendole a loro volta rompere mandandole gli ormeggi e mandandole alla deriva per la Laguna.

Inaugurata dall’allora presidente della Regione Veneto Galan, la Romano P era una modernissima chiatta, lunga circa 100 metri e larga circa 20, dotata di una gru equilibrata su se stessa capace di sbarcare granaglie e farine da grandi navi (che così possono anche non entrare in porto), con una resa giornaliera equiparabile a quelle di sbarco del Nord Europa. Il suo utilizzo si presumeva funzionale al trasporto fluviale, che da Chioggia poteva raggiungere il centro della valle Padana, eliminando dalle strade l’equivalente di 14 mila TIR.

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