Dopo l'esperienza con Luna Rossa e il ruolo di allenatore, il velista palermitano approda nel team svizzero con l'incarico di skipper. La trattativa, avviata poche settimane fa dopo la Preliminary Regatta di Napoli, si è conclusa in tempi rapidissimi.
Una nuova avventura, una sfida ambiziosa e un ritorno a un ruolo che sente particolarmente suo. Francesco “Checco” Bruni ha ufficializzato il suo passaggio da Luna Rossa a Tudor Alinghi, entrando nel team svizzero con un incarico di primo piano: sarà lo skipper della squadra e avrà la responsabilità della leadership del gruppo.
Il passaggio è maturato in tempi decisamente rapidi, nel giro di poche settimane e proprio dopo le Preliminary Regatta disputate a Napoli. A raccontare come è nata questa nuova opportunità è stato lo stesso Bruni, nel corso della conferenza stampa questo pomeriggio.
«È iniziato tutto qualche settimana fa, dopo le Preliminary di Napoli. Ho ricevuto una telefonata da Giulio Bertelli, che mi ha chiesto se l’operazione potesse interessarmi. Bertarelli aveva già avviato un confronto con il management di Luna Rossa, mentre io inizialmente ero completamente all’oscuro di tutto. Mi è stato semplicemente chiesto se fossi interessato».
Una proposta sulla quale Bruni si è preso il tempo necessario per riflettere, prima di comunicare la propria disponibilità. Da lì, la trattativa ha preso velocemente forma, fino alla conclusione dell’accordo nel giro di un paio di settimane.
Una decisione tutt’altro che scontata, soprattutto considerando il legame con Luna Rossa e il percorso intrapreso nel ruolo di allenatore. «L’esperienza da allenatore è stata bella, mi è piaciuta. Lavorare con ragazzi giovani è qualcosa di stimolante, ma quando è arrivata la proposta di Alinghi la decisione è stata relativamente facile: questo ruolo mi piace di più».
Bruni ha comunque sottolineato come lasciare Luna Rossa non sia stata una scelta banale: «Sono servite diverse ore di riflessione. Una decisione di questo tipo porta con sé tante conseguenze e non è qualcosa che si prende alla leggera».
Skipper e leader del gruppo: il lavoro sarà condiviso
Il nuovo incarico lo vedrà dunque al centro del progetto sportivo di Tudor Alinghi. Bruni sarà skipper e avrà la responsabilità della leadership del gruppo, ma le decisioni non saranno prese individualmente.
«Con Paul condivideremo le scelte e il lavoro. La gestione sarà condivisa, ma sono stato incaricato della leadership del gruppo».
Parallelamente, il team sta valutando anche un possibile rafforzamento dell’organico, con l’inserimento di alcune figure di fiducia. Particolare attenzione sarà riservata alla disponibilità di elementi di riserva, soprattutto per garantire continuità operativa in caso di infortuni o malattie.
In una competizione nella quale ogni dettaglio può fare la differenza, poter contare su persone già preparate e consapevoli dei propri compiti rappresenta un aspetto fondamentale.
La nuova base di Napoli e il debutto in acqua
Bruni è arrivato a Napoli da circa una settimana, proprio lunedì, in coincidenza con il suo arrivo, è giunta anche la barca destinata al progetto sportivo di Tudor Alinghi dopo un periodo di refitting a Genova.
La base operativa è già a buon punto, anche se il lavoro da fare resta importante. L’obiettivo è accelerare il più possibile tutte le attività necessarie per arrivare alla messa in acqua dell’imbarcazione.
«C’è tanto lavoro da fare. Stiamo lavorando intensamente per riuscire a mettere la barca in acqua il prima possibile. L’obiettivo iniziale era quello di arrivare a fine mese, ma realisticamente accadrà nella prima settimana di dicembre».
Una corsa contro il tempo che coinvolge l’intero gruppo, impegnato nella preparazione della barca e nella messa a punto della struttura operativa.
Il bagaglio di Luna Rossa e le collaborazioni consentite dal protocollo
Uno degli aspetti più delicati del passaggio da un team all’altro riguarda naturalmente il trasferimento di conoscenze ed esperienze. Bruni ha spiegato che il protocollo della Coppa America stabilisce in maniera precisa ciò che è consentito e ciò che non lo è quando un membro di una squadra passa a un’altra.
«Il protocollo è chiaro su quello che si può fare e quello che non si può fare. È evidente che c’è un bagaglio di esperienza che mi porto dietro e che ha un grande valore».
Il nuovo scenario consentirà inoltre forme di collaborazione sul fronte progettuale e del design tra GB1, Tudor Alinghi e gli americani, nei limiti di quanto previsto dal protocollo.
Bruni ha inoltre ricordato il lavoro svolto a Genova, dove la barca ha subito degli interventi sul composito. Tra le principali modifiche realizzate figurano la chiusura del cockpit attraverso il quale entravano i cyclors e una rivisitazione delle strutture interne dell’imbarcazione.
«Sono vecchio, ma so schiacciare i bottoni giusti»
Non manca una buona dose di autoironia quando Bruni parla della propria esperienza e del confronto con i velisti più giovani.
«Sono vecchio e magari ho i riflessi un po’ più lenti dei giovani, ma l’esperienza mi permette di schiacciare i bottoni giusti al momento giusto».
Una frase che racconta bene la consapevolezza con cui il velista affronta questa nuova sfida: l’esperienza accumulata in tante campagne di Coppa America diventa un patrimonio da mettere a disposizione del nuovo gruppo.
E sul sogno di disputare un giorno la Coppa America in Italia, Bruni non nasconde il proprio desiderio: «Fare la Coppa in Italia è un sogno per tutti ed è un sogno anche per me, anche se adesso sono con Tudor Alinghi».
Il cambio di casacca non cancella dunque le ambizioni e il desiderio di vivere una Coppa America in Italia. Per il momento, però, la priorità è una sola: costruire rapidamente il nuovo gruppo, completare il lavoro sulla barca e prepararsi a una sfida che, per Francesco Bruni, rappresenta un nuovo capitolo di una carriera straordinaria.




