La flotta ha salutato New York davanti alla Statua della Libertà. Mercoledì 2 settembre lo start ufficiale al largo: 3.000 miglia attraverso il Nord Atlantico per i sei IMOCA
La flotta di The Ocean Race Atlantic è pronta a entrare nel vivo della competizione. I sei IMOCA iscritti all’edizione inaugurale della nuova regata transatlantica hanno lasciato oggi New York, dopo la partenza cerimoniale davanti alla Statua della Libertà, e stanno facendo rotta verso il punto dello start ufficiale, a circa 150 miglia nautiche dalla costa.
Dopo cinque giorni trascorsi al Brooklyn Bridge Marina, gli equipaggi hanno mollato gli ormeggi nella mattinata, accompagnati dai saluti degli shore team e dei tanti appassionati presenti.
A bordo di ciascun IMOCA ci sono quattro velisti, con perfetta parità di genere, oltre al rispettivo onboard reporter.
Lo start ufficiale mercoledì 2 settembre
La flotta attraverserà ora a velocità ridotta alcune zone di protezione dedicate ai mammiferi marini prima di raggiungere l’area di partenza.
Il via ufficiale è previsto alle 06:00 ora locale di mercoledì 2 settembre, le 12:00 in Italia, con la possibilità di un breve rinvio legato alle condizioni di vento leggero previste durante il trasferimento.
Da quel momento inizierà una vera e propria volata oceanica: circa 3.000 miglia nautiche attraverso il Nord Atlantico, con arrivo a Lorient, in Francia.
Per molti dei team in gara, la regata rappresenta anche un importante banco di prova in vista della prossima edizione di The Ocean Race, prevista nel 2027.
Sei IMOCA, sei storie diverse
La flotta presenta una combinazione interessante tra scafi già collaudati e barche di ultimissima generazione.
Tra i protagonisti c’è United by the Ocean, affidato a Paul Meilhat e Mariana Lobato, con lo scafo che nel 2025 aveva conquistato The Ocean Race Europe con il nome Biotherm.
In gara anche 11th Hour Racing, con skipper Francesca Clapcich, a bordo dello scafo che aveva completato il giro del mondo come Team Malizia nell’edizione 2022-23.
Embrace the Challenge, guidato da Oliver Heer, schiera invece lo scafo portato all’ottavo posto nel Vendée Globe 2024-25 da Justine Mettraux con il nome TeamWork – Team Snef.
A rappresentare la nuova generazione degli IMOCA ci sono Malizia 4 di Boris Herrmann e DMG MORI GLOBAL di Kojiro Shiraishi, entrambe imbarcazioni di recentissima costruzione.
Completa la flotta MSIG Europe di Conrad Colman, progetto di una generazione precedente e privo di foil, con cui il velista neozelandese ha concluso al 21° posto l’ultimo Vendée Globe.
Una depressione potrebbe trasformare la regata in una volata
Le previsioni indicano condizioni di vento debole e possibili temporali nella fase di trasferimento verso la linea di partenza. Ma lo scenario previsto per la regata vera e propria è decisamente più interessante.
La chiave potrebbe essere una depressione in rapido movimento verso est, che potrebbe offrire venti sostenuti per gran parte della traversata.
Le simulazioni pre-regata indicano un tempo di percorrenza compreso tra sei e nove giorni per i primi IMOCA.
La sfida tattica sarà particolarmente delicata nelle prime 24 ore, anche per la presenza della Corrente del Golfo e di venti leggeri e variabili.
«Dovremo fare i conti con la Corrente del Golfo e con venti leggeri e incostanti, per poi decidere se puntare sulla rotta nord o su quella sud», ha spiegato Cole Brauer, componente del team Malizia. «Ma una volta agganciato il flusso principale, saranno cinque giorni di navigazione a tutta velocità fino in Francia».
Nel mirino anche il record IMOCA sulle 24 ore
Se le condizioni saranno quelle attese, la regata potrebbe trasformarsi anche in una caccia al record.
Il primato IMOCA sulle 24 ore è attualmente di 641,13 miglia nautiche, pari a 1.187,39 chilometri, stabilito da Boris Herrmann e dall’equipaggio di Team Malizia durante la Leg 5 di The Ocean Race 2023.
Una traversata particolarmente veloce potrebbe quindi mettere alla prova anche questo riferimento.
Clapcich: «Vogliamo solo navigare»
Grande entusiasmo anche nelle parole di Francesca Clapcich, skipper di 11th Hour Racing.
«Siamo pronti. Il team tecnico ha fatto un lavoro eccezionale per permetterci di scendere in acqua nelle migliori condizioni», ha dichiarato la velista italiana.
«Ora vogliamo solo navigare. Il meteo sembra promettente per un’atlantica veloce: gli angoli di vento potrebbero essere da record. Al momento le stime parlano di sei o sette giorni per raggiungere Lorient».
Anche per Boris Herrmann è arrivato il momento di mettere alla prova Malizia 4 in condizioni realmente competitive.
«Finalmente si entra nel vivo. Non vediamo l’ora di scoprire il potenziale dello scafo in condizioni meteo impegnative, ma questa volta direttamente a confronto con i nostri avversari», ha spiegato lo skipper tedesco.
Herrmann ha inoltre apprezzato la scelta di collocare la partenza al largo, permettendo agli equipaggi di entrare progressivamente nel ritmo della regata.
Shiraishi: «La prima regata per la nostra barca»
Per Kojiro Shiraishi, skipper di DMG MORI GLOBAL, la traversata rappresenterà invece il primo vero esame competitivo della nuova imbarcazione.
«È la prima regata per la nostra imbarcazione. Questa traversata sarà un banco di prova fondamentale per scoprirne a fondo le caratteristiche», ha sottolineato il velista giapponese.
Anche Paul Meilhat guarda con entusiasmo alla sfida dopo i giorni trascorsi a New York.
«Ci siamo goduti la città, ma ora la testa è solo sulla regata», ha raccontato lo skipper francese, sottolineando come la navigazione di trasferimento abbia permesso al gruppo di affinare i meccanismi a bordo e rafforzare lo spirito di squadra.
Heer: «Un’opportunità unica»
Particolarmente interessante l’analisi di Oliver Heer, che si prepara a una situazione meteorologica non comune.
«È un’opportunità unica poter attraversare l’intero Nord Atlantico cavalcando un unico sistema depressionario senza rimanere bloccati nelle bolle di calmo tra una perturbazione e l’altra», ha spiegato lo skipper svizzero.
Per Heer, inoltre, la regata rappresenta una sfida personale: abituato soprattutto alla navigazione in solitario, dovrà ora gestire un equipaggio completo negli spazi estremamente ridotti di un IMOCA.
Colman punta a spingere al 100%
Consapevole del potenziale svantaggio tecnico del proprio IMOCA, Conrad Colman affronta la traversata con grande pragmatismo.
«Avendo una barca con caratteristiche diverse e senza foil, saremo probabilmente i primi a perdere il treno della depressione. Sarà più dura per noi tenere il passo», ha spiegato lo skipper di MSIG Europe.
Ma l’obiettivo resta quello di spingere al massimo: «Se non possiamo puntare al record assoluto della regata, cercheremo di battere il record di velocità della nostra imbarcazione. Vogliamo spingere al 100%».
The Ocean Race Atlantic: ora si fa sul serio
Dopo il saluto a New York, la flotta è ormai proiettata verso l’Atlantico.
Sei IMOCA, equipaggi internazionali e circa 3.000 miglia nautiche separano i protagonisti da Lorient. Una traversata che potrebbe trasformarsi in una spettacolare corsa contro il tempo e contro gli avversari, con la possibilità di velocità elevate e condizioni meteo capaci di rimescolare continuamente le carte.
Lo start ufficiale è fissato per mercoledì 2 settembre alle 12:00 italiane.
Da quel momento, sarà Atlantico puro.



