Impresa Ambrogio Beccaria: vince la Vendée Arctique al debutto in solitario su Allagrande Mapei

Il velista milanese conquista la Vendée Arctique alla sua prima regata in solitario in IMOCA dopo oltre 3.100 miglia nell’Atlantico del Nord. Quinta Francesca Clapcich nella sua prima qualificazione verso il Vendée Globe 2028.

Una vittoria straordinaria, arrivata contro ogni previsione e al termine di un finale da thriller oceanico. Ambrogio Beccaria ha conquistato la Vendée Arctique-Les Sables d’Olonne 2026, firmando un’impresa storica alla sua prima partecipazione alla regata e soprattutto alla sua prima esperienza in solitario nella classe IMOCA a bordo di Allagrande Mapei.

Dopo oltre 3.190 miglia di navigazione tra il Golfo di Biscaglia e le alte latitudini dell’Atlantico del Nord, il navigatore milanese ha tagliato il traguardo a Les Sables-d’Olonne in 8 giorni, 14 ore, 5 minuti e 50 secondi, con una velocità media di 15,5 nodi, conquistando la sua prima vittoria nella classe regina della vela oceanica.

Un risultato che conferma immediatamente la competitività del progetto Allagrande Mapei Racing e proietta Beccaria tra i nuovi protagonisti della scena IMOCA internazionale.

Una regata di sopravvivenza, strategia e resilienza

La vittoria di Beccaria assume ancora più valore considerando le difficoltà affrontate lungo il percorso.

Nei primi giorni di navigazione, il milanese ha dovuto gestire un importante problema elettrico, prima di perdere quasi due ore al largo della Scozia per liberare una rete da pesca rimasta impigliata nella chiglia. Un’operazione estrema, che lo ha costretto a immergersi più volte nelle gelide acque dell’Atlantico del Nord.

Nonostante tutto, Ambrogio è rimasto sempre agganciato al gruppo di testa durante la risalita verso il Circolo Polare Artico, senza mai perdere lucidità.

Dopo il passaggio del gate nordico, Allagrande Mapei ha iniziato a mostrare tutto il proprio potenziale alle andature portanti. Miglio dopo miglio, Beccaria ha recuperato terreno fino a inserirsi nella lotta per il podio durante la discesa verso la Francia.

La scelta decisiva attorno all’Irlanda

Uno dei momenti chiave della regata è arrivato nella fase finale, in prossimità delle Isole Britanniche.

Mentre gran parte dei leader ha scelto la rotta più diretta tra Irlanda e Gran Bretagna, Beccaria ha optato per una strategia differente, circumnavigando l’Irlanda da ovest.

Una decisione prudente, maturata considerando le condizioni difficili e una barca non ancora al cento per cento dopo i problemi tecnici iniziali.

Una scelta che si è rivelata vincente.

La penalità inflitta a Élodie Bonafous per un’infrazione in un dispositivo di separazione del traffico (DST), insieme a un’evoluzione meteorologica favorevole, ha permesso ad Ambrogio di ricucire definitivamente il distacco da Sam Goodchild su MACIF Santé Prévoyance.

Gli ultimi chilometri si sono trasformati così in una spettacolare volata oceanica: due IMOCA bordeggiando quasi fianco a fianco verso Les Sables-d’Olonne, in un finale deciso da ogni singola raffica e da ogni scelta tattica.

“Il risultato va oltre quello che immaginavo”

All’arrivo, Beccaria ha raccontato tutta la sorpresa per un risultato che nemmeno lui immaginava.

“Sinceramente, il risultato va ben oltre ciò che avevo immaginato durante questi otto giorni di regata. Se ripenso a tutto quello che è successo, sono ancora molto sorpreso di essere qui.”

Il velista milanese ha sottolineato come la chiave sia stata mantenere lucidità nei momenti difficili.

“Non ho mai cercato di navigare oltre i miei limiti. Ho cercato di restare lucido e di non andare mai fuori giri.”

E proprio sulla scelta di passare a ovest dell’Irlanda ha spiegato:

“È probabilmente la decisione più prudente che abbia mai preso in regata, ma non me ne sono mai pentito.”

Una vittoria che assume anche un forte valore simbolico, arrivata nei giorni della scomparsa di Charlie Dalin, uno dei grandi protagonisti della vela oceanica contemporanea.

Quinta Francesca Clapcich: primo passo verso il Vendée Globe 2028

La Vendée Arctique 2026 parla però anche italiano grazie al quinto posto di Francesca Clapcich, impegnata a bordo di 11th Hour Racing nella sua prima regata di qualificazione verso il Vendée Globe 2028.

La skipper italo-americana ha concluso la prova in 8 giorni, 20 ore, 31 minuti e 11 secondi, dopo aver affrontato condizioni meteo estremamente variabili: onde di quattro metri lungo l’Irlanda, temperature polari al gate nordico e caldo estremo nel Golfo di Biscaglia.

Sono solo all’inizio della mia avventura in IMOCA, ma questa regata mi ha dato una grande iniezione di fiducia per il futuro”, ha spiegato Clapcich all’arrivo.

Un’esperienza fondamentale nel suo percorso di crescita nella classe IMOCA, culminata con un gesto simbolico tutto italiano: ad attenderla in banchina c’era proprio Ambrogio Beccaria, pronto ad abbracciarla dopo la sua storica vittoria.

La classifica finale della Vendée Arctique 2026

  1. Ambrogio Beccaria – Allagrande MAPEI (8g 14h 5min 50s)
  2. Sam Goodchild – MACIF Santé Prévoyance (8g 15h 20min 53s)
  3. Violette Dorange – Initiatives-Coeur (8g 16h 21min 53s)
  4. Élodie Bonafous – Association Petits Princes-Quéguiner (8g 19h 7min 59s)
  5. Francesca Clapcich – 11th Hour Racing (8g 20h 31min 11s)

Per la vela italiana, la Vendée Arctique 2026 resterà una regata da ricordare: da una parte il primo trionfo oceanico in IMOCA di Ambrogio Beccaria, dall’altra la crescita concreta di Francesca Clapcich verso il sogno del Vendée Globe.

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