La skipper italo-americana affronta una delle regate oceaniche più innovative a bordo dell’IMOCA foiling 11th Hour Racing, prima tappa di qualificazione verso il Vendée Globe 2028.
La skipper italo-americana Francesca Clapcich è pronta a prendere il via della Vendée Arctique–Les Sables d’Olonne, in partenza domenica 7 giugno 2026, a bordo del suo IMOCA foiling 60 piedi 11th Hour Racing, una delle barche più performanti della classe oceanica.
La regata, organizzata da Vendée Arctique – Les Sables d’Olonne, rappresenta una delle prove più originali e impegnative del calendario offshore: nessun waypoint obbligato, nessuna rotta prestabilita e totale libertà strategica per gli skipper, chiamati a costruire la propria navigazione in tempo reale.
La flotta, composta da nove IMOCA, partirà da Les Sables d’Olonne alle 13:02 CEST. Gli equipaggi dovranno spingersi fino al Circolo Polare Artico, attraversarlo a qualsiasi longitudine scelta, per poi far ritorno verso la costa francese. Una prova che, secondo le previsioni meteo, durerà circa dieci giorni e metterà alla prova resistenza, strategia e capacità di adattamento.
La regata assume anche un’importanza fondamentale nel percorso verso il Vendée Globe 2028, il giro del mondo in solitario senza scalo e senza assistenza organizzato da Vendée Globe. Per Clapcich si tratta infatti della prima prova di qualificazione ufficiale, un passaggio chiave nella costruzione della sua campagna oceanica.
A bordo dell’IMOCA sostenuto da 11th Hour Racing, la skipper affronta una sfida che unisce performance sportiva e innovazione tattica.
“La Vendée Arctique è una regata davvero interessante. Navigheremo fino al Circolo Polare Artico, un luogo in cui non sono mai stata prima. Non c’è un waypoint specifico da raggiungere: bisogna trovare la strategia migliore e scegliere come attraversare il Circolo Polare per poi tornare a Les Sables d’Olonne. Il percorso è completamente aperto e questo rende la sfida tattica aperta fino alla fine”, ha spiegato Clapcich.
Le condizioni dell’Atlantico settentrionale renderanno la prova ancora più complessa. Le previsioni indicano una partenza con venti deboli e un’area di alta pressione lungo parte del percorso, seguita da un possibile incremento delle condizioni una volta superato il Golfo di Biscaglia, con vento da sud-ovest e velocità in aumento verso nord.
Una delle incognite principali sarà la scelta della rotta ideale tra Groenlandia, Islanda e Norvegia, dove ogni decisione potrà fare la differenza in termini di velocità e posizionamento.
Oltre alla competizione, la regata pone grande attenzione alla tutela degli ecosistemi marini del Nord Atlantico e dell’Artico. Sono previste infatti zone di esclusione e protocolli ambientali dedicati alla protezione della biodiversità. Il team di Clapcich ha inoltre sviluppato un Piano d’Azione per la Natura, con linee guida specifiche per la gestione delle interazioni con la fauna marina e la riduzione dell’impatto ambientale.
Per la skipper, questa è una tappa importante anche sul piano della crescita sportiva: “È la mia seconda regata in solitario su un IMOCA e voglio fare esperienza in condizioni difficili, quelle che potrei incontrare nell’Oceano Antartico. L’obiettivo è spingere la barca al limite e migliorare la strategia, imparando il più possibile da questa esperienza”, ha aggiunto.
La stagione 2026 di Clapcich proseguirà con una serie di appuntamenti internazionali, tra cui la Ocean Race Atlantic con equipaggio completo ad agosto e la Route du Rhum in solitario a novembre, confermando un calendario intenso e decisivo in vista delle future sfide oceaniche.


