La 100 x 3: Nasce la regata a squadre di circolo: tre barche, cento piedi, una sola squadra

Il 26 e 27 settembre 2026 Marina di Albarella ospiterà la prima edizione della nuova formula dedicata alla vela d'altura organizzata da Il Portodimare e Yacht Club Albarella: protagonisti saranno i circoli e il gioco di squadra.

Tre barche, cento piedi complessivi e un solo obiettivo da raggiungere insieme. La vela d’altura si prepara a vivere una nuova sfida con la nascita de La 100 x 3 – Regata a Squadre di Circolo FIV, il nuovo format in programma il 26 e 27 settembre 2026 nelle acque di Marina di Albarella.

L’evento, organizzato da Il Portodimare e Yacht Club Albarella, propone una formula innovativa ma allo stesso tempo immediata e facilmente riconoscibile: ogni squadra sarà composta da tre monoscafi appartenenti a tre classi differenti, per una lunghezza complessiva pari a cento piedi.

Una sfida che va oltre la prestazione della singola imbarcazione e che punta invece sulla capacità di un circolo di costruire una squadra equilibrata, competitiva e rappresentativa della propria realtà sportiva.

Il ritorno del circolo al centro della vela d’altura

È proprio questo il cuore della manifestazione: riportare il circolo al centro della vela d’altura.

La 100 x 3 non nasce infatti come una regata tradizionale, ma come un progetto sportivo pensato per valorizzare il gioco di squadra, il senso di appartenenza e la partecipazione attiva dei circoli velici.

La formula cambia prospettiva e sposta l’attenzione dal singolo armatore alla forza collettiva di una realtà sportiva: tre equipaggi differenti, tre barche diverse e un solo risultato da costruire insieme attraverso strategia, organizzazione e spirito di squadra.

Il claim della manifestazione sintetizza perfettamente il concetto:

3 barche = 100 piedi = 1 squadra

Una sfida di identità e appartenenza

La 100 x 3 vuole essere molto più di una semplice competizione sportiva.

Il nuovo format rappresenta infatti un segnale preciso per tutto il movimento della vela d’altura: tornare a considerare il circolo come protagonista del percorso sportivo e non soltanto come punto di riferimento amministrativo o logistico per gli armatori.

La sfida sarà certamente tecnica, ma anche organizzativa e identitaria, perché ogni squadra porterà in acqua la storia, i colori e i valori del proprio club di appartenenza.

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