La Galiola 2026, Amabell conquista la vittoria dopo una regata durissima segnata dalla bonaccia

Il Millenium 40 di Lara Piva domina la classica offshore Ravenna-Galiola-Ravenna. Ventitré imbarcazioni al via e condizioni meteo estreme mettono alla prova gli equipaggi.

Si è conclusa domenica l’edizione 2026 de La Galiola, la regata d’altura internazionale organizzata dal Circolo Velico Ravennate sul tradizionale percorso no-stop Ravenna-Galiola-Ravenna, lungo 160 miglia nautiche. Una manifestazione che negli ultimi anni ha consolidato il proprio prestigio nel panorama dell’altura adriatica grazie anche al supporto di UniCredit.

L’edizione appena conclusa verrà ricordata come una delle più impegnative degli ultimi anni. La flotta, composta da 23 imbarcazioni, in crescita rispetto alle precedenti edizioni, ha infatti dovuto affrontare condizioni meteo particolarmente difficili, caratterizzate da una bonaccia quasi assoluta che ha accompagnato gli equipaggi per gran parte della regata.

Le lunghe ore senza vento hanno costretto il Comitato di Regata ad estendere il tempo limite e hanno spinto diversi concorrenti al ritiro anticipato, rendendo la gestione tattica e psicologica della prova determinante quanto le capacità veliche.

Amabell domina la regata

A conquistare la vittoria assoluta è stato il Millenium 40 Amabell di Lara Piva, impegnato nella categoria Per 2 Mixed, che ha completato il percorso in 45 ore, 11 minuti e 5 secondi.

Un tempo che racconta perfettamente la difficoltà della competizione: basti pensare che il record della regata, stabilito nel 2024 dal TP52 Blue di Bonfiglio Mariotti, era stato fissato in poco più di 21 ore. Quasi ventiquattro ore di differenza che testimoniano quanto le condizioni di questa edizione abbiano inciso sull’andamento della prova.

Sempre al comando della flotta, Amabell ha saputo interpretare al meglio le arie leggere dell’Adriatico, mantenendo la leadership dalla partenza fino al traguardo.

Mr. Hyde e Shaula VI completano il podio

Alle spalle del vincitore si è classificato l’Hyde 27 Mr. Hyde di Rusticali-Gatta, giunto al traguardo con un ritardo di 1 ora e 38 minuti. Un risultato che conferma la competitività dell’imbarcazione nelle condizioni di vento leggero che spesso caratterizzano le regate offshore dell’Adriatico.

Terza posizione per il Dufour 44 Shaula VI di Casadei-Ancarani, autentica sorpresa di questa edizione. Nonostante un dislocamento decisamente superiore rispetto agli avversari diretti, l’equipaggio è riuscito a sfruttare al meglio le poche opportunità offerte dal campo di regata, conquistando un meritato posto sul podio.

Grey Goose primo tra gli equipaggi completi

Se la classifica assoluta è stata dominata dagli equipaggi in doppio, il primo equipaggio completo a tagliare il traguardo è stato quello dell’Arya 415 Grey Goose.

L’imbarcazione ha concluso la regata a pochi minuti dalla scadenza del tempo limite, dimostrando grande determinazione in una prova che ha richiesto pazienza, concentrazione e capacità di adattamento alle continue variazioni delle condizioni meteo.

Pasini: “Resilienza e grinta decisive”

Al termine della manifestazione, il Direttore Sportivo del Circolo Velico Ravennate, Jacopo Pasini, ha voluto sottolineare il valore sportivo espresso dagli equipaggi in una delle edizioni più complicate della regata.

Le condizioni di vento leggero hanno reso questa edizione particolarmente impegnativa, richiedendo agli equipaggi attenzione, pazienza e capacità di adattamento alle tante ore trascorse in mare. Desidero complimentarmi con tutti i partecipanti per la resilienza e la grinta dimostrati in acqua”.

Pasini ha inoltre ringraziato partner e volontari che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: “Un sincero grazie va a UniCredit, partner di questa manifestazione che, tramite l’Adriatico, unisce Italia e Croazia, e al lavoro dei volontari, la cui partecipazione alle attività del circolo è strategica per un sodalizio come il Circolo Velico Ravennate”.

Con una flotta in crescita e una sfida resa epica dalla quasi totale assenza di vento, La Galiola 2026 conferma ancora una volta il proprio fascino nel panorama della vela d’altura italiana e internazionale, premiando la capacità degli equipaggi di resistere e adattarsi alle condizioni più difficili del mare.

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