La filantropa e velista americana, vincitrice della Barcolana 54, sostiene un ampio programma dedicato a esplorazione oceanica, scienza, educazione e tutela degli ecosistemi marini
Dalle praterie di fanerogame marine del Golfo di Trieste alle profondità degli oceani esplorate dai robot della ricerca scientifica, passando per squali, aquile di mare, grandi cetacei e progetti sviluppati dagli studenti. La Barcolana 58 amplia il proprio sguardo oltre la competizione velica e porta al centro dell’attenzione la conoscenza e la tutela dell’oceano.
Protagonista del programma è ancora una volta Wendy Schmidt, filantropa e velista americana che ha vinto la 54ª edizione della Barcolana a bordo di Deep Blue e che torna a Trieste in occasione della Barcolana 58 presented by Generali.
Il programma sostenuto da Schmidt riunisce installazioni immersive, divulgazione scientifica, ricerca, iniziative educative e attività dedicate alle nuove generazioni, mettendo in relazione innovazione e conservazione degli ecosistemi marini.
La Deep Blue Exploration Zone torna in Piazza Unità
Uno dei principali punti di riferimento sarà nuovamente la Deep Blue Exploration Zone, allestita in Piazza Unità d’Italia in collaborazione con BioMa.
Dopo il successo della precedente edizione, lo spazio torna a mettere in contatto ricerca scientifica e grande pubblico, con un’attenzione particolare quest’anno alle praterie di fanerogame marine.
Si tratta di ecosistemi fondamentali per la biodiversità e per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, nel cosiddetto fenomeno del blue carbon.
All’interno dell’area saranno presentate anche tecnologie sviluppate per contribuire al ripristino di questi habitat. Tra queste Grasshopper, un robot sviluppato da Reefgen, beneficiario di Schmidt Marine Technology Partners, progettato per rendere più efficiente e scalabile il ripristino delle fanerogame marine.
Sarà inoltre esposto un filtro/gabbia per bivalvi sviluppato da Blue-Tides, che punta a combinare la capacità naturale di filtrazione dei bivalvi con strutture ingegnerizzate in grado di favorire le condizioni per il recupero delle fanerogame e la creazione di habitat per la vita marina.
Un esempio concreto di come ecologia, ingegneria e innovazione possano collaborare nella tutela degli ecosistemi marini.
Particolarmente significativa anche la risposta delle scuole: 27 classi hanno già prenotato le visite guidate sui 30 slot disponibili, per un totale di circa 500 studenti.
La Deep Blue Exploration Zone si conferma così non soltanto uno spazio espositivo, ma anche un luogo dedicato all’educazione scientifica e ambientale.
Squali nel piatto: attenzione al consumo di carne di squalo
Tra i temi affrontati durante la Barcolana 58 ci sarà anche quello del consumo di carne di squalo.
Il tema sarà approfondito lunedì 5 ottobre alle 17.30, alla Sala Luttazzi, con la prima triestina del documentario “Shark Preyed. Lo squalo nel piatto”, dedicato al commercio di carne di squalo tra Italia e Spagna.
All’incontro parteciperà uno degli autori, Andrea Spinelli, insieme a ricercatori impegnati nello studio e nella conservazione degli squali.
Durante l’appuntamento saranno inoltre presentate immagini delle vacchette, o aquile di mare, osservate nel corso dell’estate lungo la costa triestina nell’ambito di un progetto sperimentale dedicato allo studio di questi animali e alla possibile convivenza con le attività di acquacoltura.
Un viaggio immersivo dalle stelle agli abissi
Tra le novità della Barcolana 58 ci sarà anche la Immersive Tunnel Experience, una grande installazione realizzata accanto alla Deep Blue Exploration Zone in collaborazione con Piano B.
The Ocean in Me accompagnerà i visitatori in un viaggio immersivo di circa dieci minuti, partendo dallo spazio per arrivare progressivamente nelle profondità oceaniche.
Il percorso utilizzerà immagini e contenuti legati al lavoro dello Schmidt Ocean Institute e di Schmidt Sciences, mostrando alcuni degli ambienti più remoti e meno conosciuti del pianeta.
Una parte centrale sarà dedicata a SuBastian, il robot subacqueo dello Schmidt Ocean Institute utilizzato nelle spedizioni scientifiche per esplorare e documentare gli abissi.
Le immagini permetteranno di attraversare virtualmente montagne e vallate sottomarine, fosse oceaniche, coralli antichi e organismi capaci di produrre luce attraverso la bioluminescenza.
L’esperienza punta quindi a raccontare il ruolo dell’oceano nel funzionamento del pianeta e il legame tra sistemi marini, clima, biodiversità e vita umana.
Gli studenti protagonisti con Ocean Research Challenge
Le nuove generazioni avranno un ruolo centrale anche attraverso la collaborazione con UWC Adriatic e l’Ocean Research Challenge.
Il progetto coinvolge gli studenti nello sviluppo di idee e soluzioni concrete per affrontare le sfide legate all’oceano e agli ecosistemi marini.
I progetti saranno raccontati attraverso un video prodotto da Divulgando e proiettato all’interno della Deep Blue Exploration Zone. Durante la Barcolana saranno inoltre gli stessi studenti a presentarli direttamente al pubblico.
Sabato 10 ottobre Wendy Schmidt incontrerà un gruppo di studenti di UWC, che avranno la possibilità di illustrare e discutere i progetti sviluppati nell’ambito della Challenge.
Proseguirà inoltre il Sail and Science Program, sviluppato insieme a BioMa e alla Società Velica di Barcola e Grignano. La vela diventa in questo caso uno strumento per avvicinare i giovani alla scienza e approfondire la conoscenza del mare.
A Grado una nuova sala immersiva dedicata alla balenottera comune
Il programma sostenuto da Wendy Schmidt si estenderà quest’anno anche oltre Trieste.
Lunedì 12 ottobre è prevista infatti l’apertura della nuova sala immersiva dedicata alla balenottera comune presso il Museo di Archeologia Subacquea di Grado.
Il progetto, sviluppato con BioMa e con il supporto di 11th Hour Racing, completa il percorso iniziato nel 2025 con il recupero e l’esposizione dello scheletro della balenottera comune.
La nuova sala proporrà un’esperienza immersiva dedicata ai grandi cetacei e alla conoscenza dell’ambiente marino.
Un filo blu tra vela, ricerca e tutela dell’oceano
Il programma di iniziative sostenuto da Wendy Schmidt per la Barcolana 58 costruisce un percorso che unisce vela, ricerca scientifica, educazione, innovazione e conservazione.
Dalla Deep Blue Exploration Zone alle immagini degli abissi di SuBastian, dai progetti degli studenti alla ricerca sugli ecosistemi del Golfo di Trieste, l’obiettivo è rendere la conoscenza dell’oceano sempre più accessibile.
Un modo per trasformare la Barcolana non soltanto in una grande festa della vela, ma anche in un’occasione per ricordare quanto la salute degli ecosistemi marini sia strettamente legata alla vita sul nostro pianeta.




