Cento barche nel Bacino di San Marco per una delle regate più rappresentative della tradizione nautica veneziana. L’equipaggio Mainardis-Franchi bissa il successo dello scorso anno. Per il 25° anniversario, protagoniste anche Pola e Rovigno con le loro storiche imbarcazioni in legno.
È ancora “Lussin” a mettere la propria firma sulla Coppa del Presidente della Repubblica, la prestigiosa regata di Vela al Terzo che ha portato oggi circa cento imbarcazioni nel cuore di Venezia, tra Punta della Salute e l’Isola di San Giorgio.
L’equipaggio composto da Mario, Zeno e Pietro Mainardis e Clara Franchi ha confermato il successo conquistato nella precedente edizione, aggiudicandosi anche la 25ª edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione Vela al Terzo Venezia (AVT).
Una conferma importante per “Lussin”, al termine di una giornata che ha trasformato il Bacino di San Marco in un grande teatro della tradizione nautica lagunare.
A rappresentare il Comune di Venezia era presente il consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni Giovanni Giusto, insieme al presidente dell’AVT Venezia Massimo Codato, al contrammiraglio Domenico Guglielmi, comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi e del Presidio di Venezia, e a numerose autorità civili e militari del territorio.
“La vela al terzo, insieme alla voga, non appartiene al passato, ma rappresenta un modo ancora vivo di essere Venezia”, ha sottolineato Giusto, evidenziando il valore della manifestazione non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche come strumento per trasmettere alle nuove generazioni il rapporto storico della città con l’acqua e con il vento.
Vela, tradizione e Costituzione
La regata si è disputata sul tradizionale campo di gara compreso tra Punta della Salute e San Giorgio, coinvolgendo la flotta dell’Associazione Vela al Terzo e quelle provenienti da undici diverse realtà lagunari.
Elemento distintivo della manifestazione è stato ancora una volta il particolare abbinamento tra ogni imbarcazione e un articolo della Costituzione italiana, esposto sotto il boma accanto al numero velico.
Un connubio tra sport, identità e valori civili che rappresenta ormai uno degli elementi caratterizzanti della Coppa del Presidente della Repubblica e che, nell’edizione del venticinquesimo anniversario, ha assunto un significato ancora più forte.
Dall’Istria a Venezia, un Adriatico senza confini
La 25ª edizione ha avuto anche un importante respiro internazionale grazie alla partecipazione ufficiale delle città istriane di Pola e Rovigno.
Le due realtà sono arrivate a Venezia con delegazioni istituzionali e alcune delle loro più significative testimonianze della tradizione marinara: storiche imbarcazioni in legno armate al terzo, tra cui una Tartana, una Grga e una Batana.
Presenze che raccontano una cultura del mare comune e un patrimonio nautico che attraversa l’Adriatico, unendo le tradizioni della laguna di Venezia a quelle della costa istriana.
La partecipazione delle imbarcazioni istriane ha così arricchito ulteriormente un appuntamento già caratterizzato dalla presenza di una flotta particolarmente numerosa, sottolineando come la Vela al Terzo possa rappresentare un punto d’incontro tra comunità, storia e cultura marinara dell’Alto Adriatico.
La Coppa donata da Ciampi
Terminata la competizione in Bacino di San Marco, la manifestazione si è spostata al Museo Storico Navale di Venezia, dove si è svolta la cerimonia di premiazione e la consegna della Coppa all’equipaggio vincitore.
Il trofeo rappresenta uno dei simboli più importanti della manifestazione: venne donato nel 2001 dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, diventando da allora il massimo riconoscimento della Coppa del Presidente della Repubblica dell’Associazione Vela al Terzo Venezia.
A distanza di venticinque anni, la regata continua quindi a mantenere intatto il proprio significato, mettendo insieme la componente agonistica e quella culturale in uno degli scenari più iconici della nautica mondiale.
La vittoria di “Lussin” conferma inoltre la continuità di un appuntamento che non vive soltanto nel ricordo della tradizione, ma trova nella partecipazione delle nuove generazioni, nella presenza delle realtà lagunari e nell’apertura verso l’Adriatico una concreta prospettiva per il futuro.
La Vela al Terzo, insieme alla voga, continua così a essere parte viva dell’identità veneziana: una tradizione costruita sull’acqua che, ancora oggi, trova nel Bacino di San Marco il proprio palcoscenico naturale.




