Si è spento Carlo Borlenghi, tra i più grandi fotografi di vela di tutti i tempi. Con il suo obiettivo ha raccontato l'America's Cup, i grandi eventi internazionali e, negli ultimi anni, ha contribuito a rendere ancora più iconiche anche le regate venezianeAddio a Carlo Borlenghi, il fotografo che ha insegnato al mondo a vedere il vento
Il mondo della vela perde uno dei suoi più grandi narratori. È scomparso Carlo Borlenghi, fotografo capace come pochi di trasformare il mare, il vento e la competizione in immagini destinate a entrare nella storia.
Per oltre quarant’anni ha seguito le più importanti regate internazionali, dall’America’s Cup ai circuiti professionistici, firmando scatti pubblicati sulle principali riviste del settore e diventando un punto di riferimento assoluto per armatori, team, organizzatori e appassionati. Le sue fotografie non si limitavano a documentare un evento: lo raccontavano, cogliendone l’essenza, la tensione, la velocità e la bellezza.
Negli ultimi anni il suo legame con Venezia era diventato sempre più forte. Attraverso la collaborazione con lo Yacht Club Venezia aveva raccontato alcuni degli appuntamenti più prestigiosi della vela veneziana, dalla Venice Hospitality Challenge al Trofeo Principato di Monaco. Aveva inoltre lavorato con la Compagnia della Vela, con La Veneziana e, più recentemente, era diventato uno degli occhi ufficiali del Salone Nautico di Venezia, contribuendo a costruirne l’immagine con il suo stile inconfondibile.
Il ricordo di Velaveneta.it
Per chi scrive, Carlo Borlenghi non è stato soltanto un professionista straordinario, ma anche una persona dalla quale era impossibile non imparare qualcosa.
Ho avuto la fortuna di incontrarlo in più occasioni, condividendo con lui giornate di lavoro durante la Venice Hospitality Challenge, ma anche momenti più tranquilli a Barcellona, durante la scorsa America’s Cup, e a Cagliari in occasione delle regate preliminari.
Erano conversazioni che andavano ben oltre la fotografia. In ogni sua parola c’erano esperienza, passione e una profonda conoscenza del mare e della vela. Parlava con semplicità, ma ogni racconto diventava una lezione.
Ricordo con particolare affetto le giornate trascorse insieme durante la Venice Hospitality Challenge. Finita la regata, non vedevo l’ora di rientrare a terra per osservare le fotografie che aveva appena realizzato. Era quasi un rito. Ogni volta riusciva a sorprendere tutti: uno scorcio che nessuno aveva visto, un riflesso sulla laguna, una prospettiva impossibile, un dettaglio capace di trasformare una bella immagine in uno scatto destinato a diventare iconico.
La parte più difficile non era trovare una fotografia da utilizzare per la comunicazione dell’evento. Era sceglierne soltanto una.
Questo era Carlo Borlenghi: la capacità, rara, di trovare sempre qualcosa di nuovo, anche quando sembrava che tutto fosse già stato fotografato.
Oggi il mondo della vela perde uno dei suoi più grandi artisti.
Ma le sue immagini continueranno a raccontare imprese, emozioni e storie ancora per molti anni. Perché le regate finiscono. Le fotografie di Carlo Borlenghi, invece, restano.
Buon vento, Carlo. E grazie per aver insegnato a tutti noi che anche il vento può essere fotografato.




