Vendée Arctique 2026, Ambrogio Beccaria debutta in solitario in IMOCA verso il Grande Nord

Lo skipper italiano al via della Vendée Arctique con “Allagrande Mapei”: prima regata stagionale e primo banco di prova in solitario sul suo IMOCA in vista del Vendée Globe 2028.

È iniziato il conto alla rovescia per Ambrogio Beccaria. Domenica 7 giugno, da Les Sables-d’Olonne, lo skipper italiano prenderà il via della Vendée Arctique 2026 a bordo del suo IMOCA “Allagrande Mapei”, inaugurando ufficialmente la stagione oceanica con una sfida dal sapore speciale: sarà infatti la sua prima regata in solitario su questa imbarcazione.

Per Beccaria si tratta di un passaggio fondamentale nel percorso di crescita del progetto IMOCA, che punta con decisione verso il Vendée Globe 2028, il giro del mondo in solitario senza scalo considerato il massimo traguardo della vela oceanica.

Sei mesi di lavoro per riportare in acqua “Allagrande Mapei”

La preparazione alla regata è stata intensa. Dopo sei mesi di lavori in cantiere, “Allagrande Mapei” è tornata in acqua il 4 maggio a Lorient, entrando in una fase cruciale di sviluppo tecnico.

Il team ha completato una lunga serie di interventi: dall’alberatura all’installazione della chiglia, passando per la ricalibrazione dell’elettronica, la messa a punto dell’assetto da regata e la validazione del nuovo set di vele.

Poche ma significative le navigazioni prima della qualifica ufficiale ottenuta il 22 maggio, seguita dal trasferimento a Les Sables-d’Olonne, avvenuto il 28 maggio.

Beccaria guarda con fiducia ai primi riscontri ottenuti in mare.

“Le prime navigazioni sono andate molto bene. Tutto il team è soddisfatto del lavoro svolto finora, anche se non abbiamo ancora potuto confrontarci davvero con gli altri concorrenti. Sappiamo che il vero guadagno in termini di prestazioni arriverà con i nuovi foil”.

Lo skipper ha inoltre spiegato come la barca si trovi oggi in una configurazione tecnica di transizione.

“Oggi la barca è in una configurazione ibrida: probabilmente meno potente di prima, ma anche molto più leggera. Questo ci consentirà di acquisire una grande quantità di informazioni sul nuovo comportamento dell’imbarcazione in volo, sulla gestione della stabilità e sulle fasi di decollo. È una fase molto interessante nello sviluppo del progetto”.

Una regata estrema fino al Circolo Polare Artico

Per la sua terza edizione, la Vendée Arctique proporrà un percorso inedito e altamente strategico: gli skipper dovranno superare il Circolo Polare Artico scegliendo autonomamente la longitudine di attraversamento, prima di fare ritorno a Les Sables-d’Olonne.

Una formula che renderà la navigazione una vera partita a scacchi meteorologica.

“La Vendée Arctique è una regata particolarmente estrema perché si svolge lungo rotte molto diverse da quelle che percorriamo di solito”, racconta Beccaria. “I fenomeni meteo sono meno conosciuti e le strategie molto più aperte. Si naviga più perpendicolarmente alle grandi depressioni, andando a cercare i sistemi del Grande Nord, il che cambia completamente l’approccio strategico”.

Secondo il navigatore italiano, uno degli aspetti più complessi sarà proprio la libertà di scelta del passaggio artico.

“La possibilità di decidere in quale punto tagliare il Circolo Polare Artico dà luogo a strategie molto diverse a seconda della finestra meteo. Non è solo un passaggio geografico, è anche un cancello temporale: si apre per alcuni e può richiudersi completamente per chi arriva anche solo poche ore dopo”.

Freddo estremo, sonno difficile e totale autonomia

La regata si correrà in solitario, senza scalo e senza assistenza, in condizioni particolarmente impegnative: acqua gelida, venti sostenuti e lontananza da qualsiasi supporto esterno.

Per Beccaria, sarà anche la prima esperienza così vicina al Polo Nord.

“Anche il freddo avrà un ruolo importante. Quando la temperatura dell’acqua scende di 3 gradi, l’impatto è diretto sia sul navigatore che sulla barca. Conosco già queste acque a 5 o 6 gradi da altre transatlantiche, ed era già estremamente duro per il corpo e per il morale. Qui sarà ancora più estremo”.

A complicare ulteriormente la navigazione sarà anche la gestione del sonno.

“Il sole di mezzanotte e l’assenza di una vera notte renderanno la gestione del sonno molto complessa. Bisognerà riuscire a imporsi dei tempi di riposo nonostante un ritmo biologico completamente perturbato”.

Secondo lo skipper milanese, competizioni come questa permettono di raggiungere livelli di apprendimento impossibili da simulare in allenamento.

“Regate come questa ci permettono di imparare cose impossibili da riprodurre in allenamento. In gara andiamo a cercare risorse mentali molto più profonde. La Route du Rhum o la Transat Café l’Or richiedono enorme creatività, istinto e capacità di adattamento”.

L’Artico, un mare fragile osservato da vicino

La Vendée Arctique rappresenterà anche un’occasione unica per osservare uno degli ecosistemi più delicati del pianeta.

L’Artico è infatti la regione del mondo che si sta riscaldando più rapidamente, con conseguenze sempre più evidenti sulla fusione dei ghiacci, sugli ecosistemi marini e sulla stabilità climatica.

Navigare a queste latitudini significa confrontarsi con nebbie, freddo intenso, isolamento e luce quasi continua, ma anche entrare in contatto con un ambiente straordinario popolato da cetacei, mammiferi marini, pesci e uccelli tipici delle alte latitudini.

A bordo, ogni gesto quotidiano assume un’importanza decisiva: dormire poche ore, proteggersi dall’umidità e dal freddo, alimentarsi correttamente e gestire la fatica mentale.

Sul tema del cambiamento climatico, Beccaria mantiene però uno sguardo prudente.

“Per quanto riguarda il cambiamento climatico penso che occorra restare umili. Ovviamente osserviamo certi fenomeni, soprattutto in zone fragili come l’Artico, ma le vere evoluzioni climatiche si leggono principalmente nelle statistiche e nelle osservazioni scientifiche a lunghissimo termine. Come velisti, possiamo testimoniare ciò che vediamo e raccontare questi ambienti straordinari, ma non spetta a noi sostituirci ai ricercatori”.

Primo test verso il Vendée Globe 2028

Considerata una sorta di “mini Vendée Globe”, la Vendée Arctique apre ufficialmente il nuovo ciclo IMOCA verso il Vendée Globe 2028.

Per Ambrogio Beccaria, il principale obiettivo sarà verificare sul campo il lavoro tecnico sviluppato negli ultimi mesi e iniziare a costruire esperienza in solitario con il suo Allagrande Mapei, affrontando una delle prove più dure e affascinanti della vela oceanica moderna.

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