Il report Deloitte-Confindustria Nautica fotografa un mercato mondiale in stabilizzazione dopo il boom post-Covid. La cantieristica italiana supera i 5 miliardi di euro e consolida la leadership nei superyacht.
Il mercato globale delle nuove costruzioni nautiche raggiunge nel 2025 un valore di 33,3 miliardi di euro, in un contesto di progressiva stabilizzazione della domanda dopo il forte rimbalzo post-Covid. A fronte di una lieve contrazione mondiale del 2,1% nel periodo 2023-2025, la cantieristica italiana si conferma però in netta controtendenza, registrando una crescita del 5% e consolidando la propria leadership internazionale nel comparto dei superyacht.
È quanto emerge dalla quarta edizione del report “The State of the Art of the Global Yachting Market”, realizzato da Deloitte in collaborazione con Confindustria Nautica e presentato oggi nella sede di Borsa Italiana a Milano.
L’Italia supera i 5 miliardi di euro di produzione
Secondo lo studio, nel 2025 il valore della produzione della cantieristica italiana è stimato tra i 5,4 e i 5,5 miliardi di euro. Un risultato che conferma la solidità del comparto nazionale rispetto alla frenata internazionale della nautica da diporto.
A trainare la crescita italiana è soprattutto il segmento dei grandi yacht e dei superyacht, che rappresenta circa il 70% della produzione complessiva. La specializzazione dell’industria italiana nella fascia alta del mercato viene confermata anche dalla predominanza delle imbarcazioni entrobordo, che incidono per il 93% della produzione nazionale contro il 56% della media globale.
L’Italia detiene inoltre circa il 18% del valore della produzione nautica mondiale, quota che sale al 31% nel solo segmento entrobordo.
Leadership mondiale nei superyacht
Nel comparto dei superyacht, la leadership italiana continua a rafforzarsi. Nel 2025 il nostro Paese rappresenta il 56% degli ordini mondiali in termini di unità e il 36% in termini di valore, in crescita rispetto al 34% registrato nel 2024.
Il mercato globale dei superyacht conta attualmente un order book di 677 unità, con il segmento tra i 30 e i 40 metri che rappresenta il 45% del totale. Nel 2024 il valore complessivo dell’order book mondiale ha raggiunto circa 29 miliardi di euro, in aumento del 4% rispetto all’anno precedente.
L’Italia si distingue soprattutto nella fascia tra i 30 e i 60 metri, mentre i cantieri del Nord Europa restano focalizzati sulle unità oltre i 60 metri.
Secondo il report, nel periodo 2020-2025 l’Italia ha registrato una crescita dei nuovi ordini di superyacht pari al +1,3% medio annuo, contro il -2,1% del mercato globale, arrivando a rappresentare il 62% dei nuovi ordini mondiali.
Export strategico per il settore nautico
L’export si conferma uno degli elementi chiave della competitività italiana. Circa il 90% della produzione nazionale viene destinato ai mercati internazionali e il 70% dell’export è rivolto verso Paesi extra Unione Europea.
Nel 2024 il comparto nautico ha contribuito per l’8,6% al surplus commerciale italiano, confermando il peso strategico della filiera per l’economia nazionale. Dal 2015 al 2024 il surplus del settore è cresciuto con un tasso medio annuo del +14,4%, nettamente superiore rispetto al +3% registrato complessivamente dalla bilancia commerciale italiana.
Il mercato globale rallenta dopo il boom post-Covid
A livello mondiale il mercato della nautica sta attraversando una fase di normalizzazione dopo gli anni di forte crescita seguiti alla pandemia. I segmenti entry-level e mid-size mostrano infatti un rallentamento, mentre la fascia premium continua a dimostrare una maggiore resilienza.
Nel 2024 il segmento entrobordo ha raggiunto il 59% del mercato globale, mentre fuoribordo e vela si attestano rispettivamente al 33% e all’8%.
Dal punto di vista geografico, Nord America ed Europa mantengono la centralità del settore, rappresentando complessivamente il 75% del valore del mercato mondiale delle nuove imbarcazioni.
Le prospettive per il 2026 e oltre
Per il 2026 il sentiment degli operatori indica un’ulteriore stabilizzazione del mercato mondiale, con una lieve flessione prevista dello 0,7%, in miglioramento rispetto al trend negativo del biennio 2024-2025.
Il comparto premium e quello dei superyacht dovrebbero continuare a mostrare una maggiore capacità di tenuta rispetto al resto del mercato, grazie al carattere anticiclico della fascia alta.
Nel periodo 2026-2029 gli analisti prevedono una graduale ripresa della domanda globale, con una crescita media attesa intorno al 3% annuo e un orientamento sempre più marcato verso imbarcazioni medio-grandi.
Restano però diversi fattori di rischio legati alle tensioni geopolitiche internazionali e alle barriere commerciali, in particolare quelle introdotte dagli Stati Uniti, che potrebbero incidere sulle marginalità del settore e sulle strategie commerciali dei principali operatori.
Le dichiarazioni
Marina Stella, Direttore Generale di Confindustria Nautica, ha sottolineato come dati e analisi siano oggi fondamentali per aiutare le imprese a preservare quote di mercato e competitività internazionale in un contesto globale complesso.
Il Presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, ha evidenziato la resilienza della nautica italiana, capace di rafforzare il proprio posizionamento internazionale e consolidare la leadership nei superyacht ad alto valore aggiunto.
Per Tommaso Nastasi, Strategy & Value Creation Leader di Deloitte Advisory Italy, la performance italiana è legata alla forte focalizzazione industriale sui grandi yacht, un segmento che si dimostra anticiclico rispetto alle dinamiche macroeconomiche globali.
Antonio Solinas, Deputy Business Leader di Deloitte Advisory Italy, ha invece richiamato l’attenzione sui rischi legati ai dazi e alle tensioni commerciali internazionali, che potrebbero influenzare crescita, marginalità e strategie di mercato della filiera nautica italiana.


