“In mare salvano, a terra no”: è questo il messaggio chiaro e diretto della nuova campagna informativa promossa da Acam Ambiente in collaborazione con la Guardia Costiera della Spezia e il CoGePir.
L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: promuovere comportamenti corretti e prevenire situazioni di rischio legate allo smaltimento dei segnali di soccorso scaduti utilizzati nella nautica da diporto. Un tema particolarmente attuale con l’avvicinarsi della stagione estiva, periodo in cui aumentano le operazioni di manutenzione delle imbarcazioni e il rinnovo delle dotazioni di sicurezza a bordo.
Razzi di segnalazione e boette fumogene, infatti, sono dispositivi pirotecnici che mantengono la loro carica esplosiva anche dopo la scadenza. Per questo motivo non possono essere conferiti tra i rifiuti urbani, né nei cassonetti né presso i centri di raccolta. Il loro smaltimento corretto prevede esclusivamente la restituzione ai rivenditori autorizzati, unici soggetti abilitati alla gestione di questi materiali.
Il conferimento improprio rappresenta un rischio concreto: non solo per l’ambiente, ma anche per la sicurezza degli operatori ecologici, degli impianti di trattamento e dei cittadini.
La campagna punta quindi a rafforzare informazione e consapevolezza tra diportisti e operatori del settore, coinvolgendo direttamente porti turistici, cantieri nautici, rimessaggi e associazioni di categoria. L’obiettivo è diffondere indicazioni chiare e univoche, evitando errori già riscontrati in passato.
«Questa iniziativa nasce per promuovere comportamenti responsabili tra i diportisti e ridurre in modo concreto i conferimenti impropri», ha dichiarato Massimo Gianardi, Presidente di Acam Ambiente. «Il messaggio è chiaro: i razzi nautici scaduti devono essere restituiti esclusivamente ai rivenditori autorizzati e mai conferiti nei rifiuti urbani».
Il progetto si inserisce inoltre in un momento significativo per il settore, segnato dal riconoscimento ufficiale del CoGePir come sistema nazionale per la gestione dei rifiuti pirotecnici, sancito dal Decreto Ministeriale n. 32 del 22 febbraio 2026 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Secondo Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del Consorzio, è fondamentale che i diportisti restituiscano i prodotti scaduti al momento dell’acquisto di quelli nuovi o li conferiscano presso depositi esplosivi convenzionati. Allo stesso tempo, diventa cruciale garantire la tracciabilità dei prodotti immessi sul mercato e il rispetto delle normative da parte di produttori e importatori.
Un aspetto particolarmente delicato è quello dei cosiddetti “rifiuti orfani”: dispositivi immessi illegalmente sul mercato, privi di copertura economica per lo smaltimento. In questi casi, il rischio è che il detentore non riesca a conferirli correttamente, con conseguenze sia ambientali che di sicurezza.
Anche la Guardia Costiera della Spezia ha aderito con convinzione alla campagna, sottolineando come il tema tocchi diversi ambiti di competenza: sicurezza della navigazione, tutela dell’ambiente marino e gestione dei rifiuti.
I segnali pirotecnici scaduti o conservati in cattivo stato, oltre a non garantire la sicurezza in caso di emergenza, possono diventare un pericolo a bordo o un grave danno per l’ambiente se dispersi in mare o smaltiti in modo scorretto.
La campagna “In mare salvano, a terra no” si propone dunque di diffondere una vera e propria cultura della sicurezza, coinvolgendo tutta la filiera: dai rivenditori fino al diportista.


