Alla Base Nautica Flavio Gioia il primo appuntamento dell’anno ridefinisce il ruolo della portualità turistica nella blue economy
I marina cambiano pelle e diventano protagonisti della blue economy. Non più semplici luoghi di ormeggio, ma infrastrutture contemporanee capaci di generare valore economico, sociale e ambientale. È questa la visione emersa a Gaeta, dove la Base Nautica Flavio Gioia ha ospitato la prima tappa del calendario 2026 dei Blue Marina Awards.
Un appuntamento che ha segnato l’avvio di un percorso ormai ben definito, riconosciuto anche dal Ministro del Turismo, che ha definito i Blue Marina Awards un vero e proprio acceleratore di qualità, sostenibilità e competitività per l’intero sistema della portualità turistica.
Il marina del futuro: piattaforma di relazioni
Con l’evento “Il mare che include: sport, ambiente e territorio come leve della portualità turistica del futuro”, Gaeta ha riunito istituzioni, associazioni, imprese e operatori del settore per rispondere a una domanda chiave: quale ruolo avranno i marina nei prossimi anni?
La risposta è chiara: il marina del futuro sarà una piattaforma relazionale, capace di mettere in connessione pubblico e privato, diportismo e cittadinanza, economia e territorio. Non più solo servizi, ma esperienze, cultura del mare e integrazione con le comunità locali.
“I Blue Marina Awards sono un’iniziativa unica perché non si limitano a premiare, ma attivano un percorso di miglioramento continuo”, ha dichiarato Cosmo Mitrano, sottolineando il valore dinamico del progetto.
Inclusione e accessibilità: nuovi indicatori di qualità
Uno dei temi centrali emersi è stato quello dell’inclusione. Nei marina del futuro accessibilità e partecipazione non sono più elementi accessori, ma veri indicatori di qualità.
A Gaeta questo approccio è stato reso concreto dal coinvolgimento delle associazioni impegnate nel mondo della disabilità e dalla presenza di atleti di parasailing, dimostrando come il mare possa diventare uno spazio aperto a tutti.
“La qualità di un luogo di mare si misura anche dalla sua capacità di includere”, ha evidenziato Giuseppe d’Amico, Vicepresidente della Federazione Italiana Vela.
Sostenibilità e innovazione: dalla teoria alla pratica
La sostenibilità è stata affrontata in chiave concreta: non più solo dichiarazioni, ma processi misurabili e scelte operative quotidiane.
Dalla gestione ambientale all’uso di energie rinnovabili, fino alla mobilità sostenibile e ai servizi digitali, i marina sono chiamati a evolversi per rispondere a un mercato sempre più esigente.
“Oggi la sostenibilità si misura nei risultati concreti, non nelle dichiarazioni”, ha dichiarato Luca Mario Manzoni, evidenziando l’importanza di filiere responsabili e processi produttivi sostenibili.
Il tema dell’innovazione è stato rafforzato anche dal contributo di realtà come E-Way, Nuncas e Sailor Finder, che hanno portato esempi concreti di applicazione nei marina.
Un sistema che cresce insieme
L’evento ha messo in evidenza un elemento chiave: il futuro della portualità turistica dipende dalla capacità di fare sistema.
“Vince il sistema, quando tutti gli attori scelgono di crescere insieme”, ha dichiarato Walter Vassallo.
Sulla stessa linea anche Eugenio Michelino, che ha sottolineato come qualità, metodo e capacità di leggere il cambiamento siano oggi fondamentali per la crescita del settore.
A chiudere il quadro, le parole di Luca Simeone: il marina deve diventare sempre più un luogo vivo, aperto e capace di valorizzare il territorio.
Da Gaeta parte una nuova agenda
La tappa di Gaeta non rappresenta solo l’inizio del calendario 2026 dei Blue Marina Awards, ma segna una vera e propria agenda di lavoro per il settore:
- marina più inclusivi
- più sostenibili
- più innovativi
- più connessi ai territori
Un percorso che proseguirà con le prossime tappe, continuando a promuovere un modello di portualità turistica basato su criteri oggettivi, misurabili e trasparenti.
Da Gaeta arriva quindi un messaggio chiaro: il futuro della blue economy passa da marina capaci di evolversi e di generare valore condiviso.


