Il trimarano oceanico guidato da Thomas Coville conquista il Trophée Jules Verne migliorando dopo nove anni il primato mondiale
Dopo nove anni, il record del giro del mondo a vela senza scalo è stato finalmente battuto. L’impresa porta la firma dell’equipaggio del multiscafo oceanico Sodebo Ultim 3, capitanato dallo skipper francese Thomas Coville, che ha conquistato il prestigioso Trophée Jules Verne completando la circumnavigazione del globo in 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi.
Il nuovo primato, stabilito domenica 24 gennaio 2026, migliora di 12 ore e 44 minuti il precedente record detenuto dal 2017 dal trimarano Idec Sport. Un risultato straordinario che conferma l’evoluzione tecnologica dei multiscafi oceanici e il livello sempre più estremo delle grandi sfide offshore.
Il Trophée Jules Verne è considerato uno dei trofei più ambiti e impegnativi della vela mondiale. Prevede un giro del mondo verso Est, con partenza e arrivo all’isola di Ouessant, in Bretagna, senza scali e con pochissime limitazioni di percorso, se non quelle legate alla sicurezza nelle acque antartiche. Non ci sono vincoli sulla tipologia di barca o sull’equipaggio: l’unica regola fondamentale è navigare esclusivamente a vela.
La navigazione di Sodebo Ultim 3 è iniziata il 15 dicembre e ha portato l’equipaggio ad affrontare condizioni estremamente variabili, dal freddo intenso del Mare Antartico al caldo delle zone equatoriali. Durante il percorso sono stati stabiliti anche tutti i nuovi riferimenti intermedi: il passaggio dell’Equatore e quello dei tre grandi capi oceanici — Capo di Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo Horn.
Il trimarano Sodebo Ultim 3 appartiene alla classe Ultim, la categoria dei multiscafi oceanici più grandi e veloci al mondo. Lungo 32 metri e largo 23 metri, con un albero di 34 metri e una superficie velica che arriva fino a 697 metri quadrati, è dotato di foil che permettono allo scafo di sollevarsi parzialmente dall’acqua riducendo l’attrito. In condizioni favorevoli può navigare a velocità fino a 50 nodi, circa 90 chilometri orari.
Per Thomas Coville si tratta di un traguardo particolarmente significativo. Il velista francese ha già alle spalle dieci giri del mondo a vela, cinque dei quali in solitario, e aveva partecipato in passato alla conquista del Trophée Jules Verne come membro di altri equipaggi. Come skipper, questo successo arriva dopo otto tentativi dal 2016, spesso interrotti da problemi tecnici o condizioni meteo sfavorevoli.
Questa volta tutto ha funzionato alla perfezione: una discesa rapidissima dell’Oceano Atlantico con oltre 1.500 miglia di vantaggio virtuale, una fase più complessa nell’Oceano Indiano, il passaggio impegnativo del Mare Antartico e infine l’allungo decisivo nella risalita verso l’Europa.
Con questa impresa, il record del giro del mondo a vela viene migliorato per la decima volta dalla nascita del trofeo nel 1993, quando Bruno Peyron completò la circumnavigazione in oltre 79 giorni. Oggi, a poco più di quarant’anni da quell’epoca pionieristica, la vela oceanica continua a spingere sempre più avanti i limiti delle prestazioni umane e tecnologiche.

