Il punto del DT Michele Marchesini al termine del test event ad Aarhus

Al termine della trasferta danese ad Aarhus, pubblichiamo un interessante intervista al direttore tecnico Michele Marchesini,  per fare il punto della situazione della squadra olimpica italiana.

Si è appena concluso il Test Event ad Aarhus, che indicazioni avete avuto dal campo di regata che sarà teatro dei Mondiali World Sailing del 2018?
Aarhus è un campo di regata su cui ci siamo già misurati nello scorso quadriennio e che anche in occasione di questo evento test si è confermato di elevata difficoltà. Se vogliamo, rispetto a Santander (dove si è disputato il Mondiale ISAF 2014 con la prima tornata di qualifiche per Rio, ndr), Aarhus è meno completo ma probabilmente più difficile da interpretare. Le intensità possono variare notevolmente in relazione alla situazione sinottica, la costante è che si ha sempre a che fare con venti oscillanti. Gli shift non sono omogenei né per ampiezza né per periodo. La strategia va impostata su avvicinamento e pressioni, regatando molto sulle nuvole, cosa cui i nostri velisti sono poco abituati; ci si può comunque lavorare. Caratteristico il cielo molto “basso” in quanto il punto di rugiada conseguentemente alle temperature fresche anche in estate si trova a quote inferiori. Interessanti anche alcuni movimenti del piano d’acqua con correnti di marea significative.

Dal punto di vista sportivo quale è il tuo bilancio?
Possiamo dirci abbastanza soddisfatti, abbiamo partecipato alla regata in sei classi per necessità di calendario e in almeno cinque i feedback sullo stato della preparazione sono in linea con quanto ci aspettavamo, al di là dei due podi di Maggetti e Tartaglini nella tavola femminile e del quarto di Tita-Banti nei Nacra 17.

Aarhus era anche un test per verificare la bontà degli allenamenti in altura fatti dalle ragazze della tavola a vela, dal punto di vista atletico cosa avete potuto osservare?
Abbiamo deciso di sperimentare in questo inizio di quadriennio su diversi settori, l’allenamento con permanenza in altura è un progetto molto promettente per alcune discipline. Non volendo rischiare più di tanto si era optato di avere come target per questo mesociclo dell’RS:X femminile un evento che non fosse di prima fascia e di limitare l’arco temporale ad un singolo ciclo eritropoietico. La risposta sui parametri fisiologici che si volevano migliorare è stata significativa e il feedback da parte delle atlete riguardo le sensazioni, così come dal campo di gara è stato positivo. Sono nozioni importanti di cui ci serviremo per le programmazioni future. Fondamentale il continuo confronto con l’Istituto di Medicina e Scienza del Sport del CONI.

Sono appena state diramate le quote di partecipazione ai prossimi Giochi Olimpici, il tuo punto di vista e cosa comporterà questo taglio?
Gli obbiettivi dettati a World Sailing dalla ”Agenda 2020″ del CIO erano diversi e non semplici da contemperare: ridurre il numero degli atleti, garantire le diverse categorie di peso, raggiungere la “gender equity” con un numero uguale di partecipanti maschi e femmine alle Olimpiadi… Alla fine tutte le classi sono state toccate, delineando una nuova situazione che, se le indiscrezioni sul Qualification System saranno confermate all’Annual Conference di Novembre, penalizzerà in parecchie discipline soprattutto le Nazioni Europee. Ai Mondiali di Aarhus 2018, con ogni probabilità, la percentuale dei ticket Olimpici per Nazione assegnati al primo round per Tokyo 2020 sarà del quaranta, contro il 50% di Santander 2014; a Cascais 2007 eravamo al 75% dei posti Nazione per Pechino 2008. È un dato di fatto che centrare le qualifiche alla prima tornata con una percentuale più bassa su di un numero di barche inferiore in molte classi sia più difficile e, allo stesso tempo, altrettanto vitale per il lavoro della seconda parte del quadriennio

Nel 470 maschile Ferrari/Calabrò stanno ottenendo risultati molto buoni. Come si integra con l’attività federale il loro programma personalizzato con il tecnico Zandonà e che percorso avete programmato per il prossimo futuro?
Mi pare che i risultati siano significativi della crescita. I due ragazzi della Marina Militare stanno seguendo un percorso chiaro e la guida tecnica è sicuramente adeguata. Con Zandonà abbiamo un confronto costante, all’inizio della stagione abbiamo identificato una serie di aree su cui lavorare e i riscontri ci sono, così come le potenzialità. A fine agosto si disputerà in Giappone il Mondiale Giovanile che, con quello Assoluto, rappresenta l’obiettivo primario della stagione identificato per l’equipaggio anche in ragione del fatto che sarà disputato ad Enoshima, campo di gara delle Olimpiadi 2020.

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