L’ex vincitore della Coppa America guida la sfida australiana per il ritorno in regata dopo 27 anni. Completata la verniciatura dell’AC75 ex Emirates Team New Zealand, il team punta a concludere gli allestimenti entro Natale.
apoli è in gran parte dovuta al fatto che Team New Zealand ci ha fornito un pacchetto di progettazione e ci ha poi aiutato ad apportare le modifiche necessarie a Te Rehutai».
Obiettivo Natale, poi il trasferimento verso Napoli
La tabella di marcia è particolarmente impegnativa. Dopo i test strutturali, Team Australia si concentrerà sull’installazione dei sistemi elettronici e idraulici, con l’obiettivo di completare le operazioni entro Natale. A quel punto l’AC75 potrà essere caricato sulla nave per iniziare il trasferimento verso Napoli, insieme alle attrezzature necessarie alla campagna sportiva.
Anche il materiale tecnico e l’albero, forniti da Southern Spars, seguiranno il programma di spedizione. L’arrivo della barca e delle dotazioni in Italia è previsto per febbraio, in vista delle successive fasi di preparazione.
Per Ashby, il rispetto delle scadenze sarà decisivo. L’esperienza maturata nelle campagne precedenti gli ha insegnato quanto sia importante prendere le decisioni corrette fin dall’inizio, soprattutto quando il tempo a disposizione è limitato.
«Abbiamo poco tempo, ma dobbiamo fare in modo che ogni nostra decisione conti», ha spiegato. Una filosofia che richiama da vicino la campagna di Emirates Team New Zealand del 2017, quando la squadra riuscì a risalire la china dopo una fase estremamente difficile, arrivando poi a conquistare la Coppa.
Tom Slingsby alla guida del team, ancora aperta la scelta del timoniere
Team Australia ha già annunciato una rosa di velisti di alto livello, guidata da Tom Slingsby, campione olimpico e vincitore dell’America’s Cup. Rimane tuttavia aperta una delle questioni più importanti nella definizione dell’assetto sportivo: chi affiancherà Slingsby al timone dell’AC75?
Ashby ha confermato che sono in corso prove e simulazioni per valutare le diverse combinazioni. Tra i candidati figurano Jason Waterhouse, Tom Needham, Kinley Fowler e Sam Newton. La decisione definitiva non è ancora stata presa e un annuncio potrebbe arrivare nel corso del prossimo mese.
«Tom Needham e Jase Waterhouse sono piuttosto bravi. Non abbiamo ancora deciso nulla, ma entrambi stanno andando davvero bene», ha dichiarato Ashby, aggiungendo che anche Tash Bryant sta dimostrando capacità tali da mettere in difficoltà i colleghi uomini.
La competizione interna è quindi aperta, con uno staff tecnico che può contare su un gruppo di velisti considerato particolarmente solido.
Glenn Ashby, dalla vittoria del 2017 al record di velocità
Il profilo di Glenn Ashby rappresenta uno dei punti di forza della sfida australiana. Dopo aver contribuito alla conquista dell’America’s Cup con Emirates Team New Zealand nel 2017 e alla difesa del titolo nel 2021, il velista australiano si è affermato anche nel campo della velocità a vela.
Nel 2022 ha infatti stabilito un nuovo record di velocità su terra con propulsione eolica, raggiungendo le 140,17 miglia orarie, pari a circa 225,6 km/h, a bordo di Horonuku, il mezzo progettato appositamente per l’impresa.
Il suo ingresso nella America’s Cup Hall of Fame, avvenuto venerdì 16 ottobre 2026, rappresenta un ulteriore riconoscimento per una carriera di altissimo livello. Ashby non ha potuto partecipare di persona alla cerimonia organizzata nella celebre Model Room del New York Yacht Club a causa di un impegno familiare, ma è intervenuto in collegamento video, ricevendo l’onorificenza da Gary Jobson.
L’Australia vuole tornare protagonista dopo 27 anni
La partecipazione alla 38ª America’s Cup ha un significato che va oltre la dimensione sportiva. L’ultima presenza australiana risale infatti alla campagna di Young Australia, 27 anni fa. Il progetto è sostenuto da John Winning e dalla sua famiglia, che hanno scelto di investire risorse ed energie per riportare il Paese nella competizione velica più prestigiosa al mondo.
Il ricordo di Australia II, protagonista della storica vittoria del 1983 contro Liberty, resta centrale nell’identità velica nazionale. Quel successo interruppe il dominio del New York Yacht Club, che deteneva la Coppa dal 1851, mettendo fine a una serie di 132 anni di vittorie consecutive.
Oggi Team Australia vuole riaprire quel capitolo, consapevole della difficoltà dell’impresa e del poco tempo a disposizione per prepararsi al confronto internazionale.
Ashby non nasconde la portata della sfida, ma può contare sull’esperienza maturata ai massimi livelli, su un gruppo di professionisti di alto profilo e sulla collaborazione con Emirates Team New Zealand per la preparazione dell’AC75.
La strada verso Napoli è ancora lunga e il lavoro da completare rimane considerevole. Ma il programma procede secondo le previsioni e l’Australia si prepara a tornare sulla linea di partenza dell’America’s Cup con ambizioni importanti.




