Al Salone Nautico Internazionale di Genova il debutto del sistema sviluppato dall’azienda italiana, già vincitore del MOST Mobility Challenge. Batterie modulari, motore senza terre rare e materiali riciclati per una navigazione più efficiente e sostenibile.
Innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale si incontrano nella nautica del futuro con Drive-Pod-16, il nuovo sistema di propulsione ibrida sviluppato da Velettrica e presentato ufficialmente al Salone Nautico Internazionale di Genova. Il progetto, già vincitore del MOST Mobility Challenge, punta a migliorare autonomia, sicurezza e manovrabilità delle imbarcazioni, riducendo al contempo consumi, costi di gestione ed emissioni.
Il sistema nasce dalla collaborazione tra Velettrica, i suoi partner industriali e il MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, con l’obiettivo di proporre una soluzione integrata per la nautica da diporto, adatta sia alle nuove costruzioni sia agli interventi di conversione delle imbarcazioni esistenti.
Durante la conferenza stampa di presentazione, il CEO di Velettrica, Roberto Baffigo, ha sottolineato il valore del lavoro di squadra alla base del progetto: «Drive-Pod-16 è il risultato dell’ingegneria Velettrica e di un grande lavoro di squadra. Insieme ai nostri partner industriali, che condividono con noi una nuova filosofia dell’andar per mare, abbiamo creato un sistema integrato, completo, capace di fornire energia alla barca e di gestirne tutti i sistemi elettronici».
Come funziona Drive-Pod-16
Il sistema è composto da un pod immerso che integra motore e driver, abbinato a un pacco di batterie modulari. La sua architettura consente di utilizzare le batterie come fonte di alimentazione e di integrare diversi sistemi aggiuntivi per estendere l’autonomia, tra cui generatori tradizionali, celle a idrogeno, pannelli solari e generatori eolici.
Drive-Pod-16 è progettato per essere utilizzato come propulsione principale su scafi dislocanti a vela e a motore fino a 14 metri di lunghezza. Può inoltre svolgere una funzione ausiliaria su motoscafi fino a 20 metri, offrendo una soluzione per la conversione ibrida anche nell’ambito del refitting.
L’installazione può avvenire sotto lo scafo, sostituendo un sail-drive esistente senza richiedere modifiche strutturali all’imbarcazione, oppure attraverso una configurazione retrattile a poppa, tipicamente in tandem.
Tra i vantaggi indicati dall’azienda figurano la maggiore manovrabilità, la sicurezza e il comfort a bordo. Un aspetto particolarmente interessante riguarda la possibilità di recuperare energia durante la navigazione a vela: l’elica può infatti funzionare da generatore, ricaricando le batterie e consentendo di alimentare i servizi di bordo. L’energia accumulata può essere utilizzata anche per l’aria condizionata durante le soste in rada, con l’obiettivo di ridurre rumore ed emissioni.
Un motore senza magneti permanenti e terre rare
Uno degli elementi tecnologicamente più rilevanti del progetto è il motore integrato nel pod. Edoardo Ruggieri, Project Manager Electrification di Settima Motori, ha illustrato la tecnologia proprietaria brevettata SpinRail, basata su motori sincroni a riluttanza privi di magneti permanenti e terre rare.
Secondo quanto illustrato durante la presentazione, questa soluzione permette di realizzare un motore i cui componenti meccanici sono costituiti da alluminio, rame e acciaio, riducendo la dipendenza da materiali critici. La tecnologia è stata integrata nel sistema Drive-Pod-16 insieme alla gestione elettronica della potenza, attraverso un inverter fornito dalla società spagnola NX Technologies.
Anche il sistema di accumulo è stato sviluppato con particolare attenzione alla sicurezza e all’affidabilità. Marco Giannini, amministratore di FCE-Fast Charge Engineering, ha spiegato che le batterie utilizzano celle al litio-ferro-fosfato (LFP), scelte per le loro caratteristiche di sicurezza e per la capacità di operare in condizioni ambientali complesse, come quelle tipiche dell’ambiente marino.
L’architettura è inoltre predisposta per una possibile evoluzione futura verso l’integrazione di batterie agli ioni di sodio, una tecnologia che potrebbe offrire ulteriori opportunità sul fronte della sostenibilità.
Elica e pinna realizzate con materiali riciclati
La sostenibilità di Drive-Pod-16 riguarda anche la scelta dei materiali. L’elica e la pinna del sistema sono realizzate in un polimero riciclato a base di nylon e fibra di carbonio.
Il nylon proviene da attrezzature da pesca dismesse o abbandonate in mare, recuperate da PiùBlu ETS attraverso una rete di volontari che coinvolge anche i giovani. La fibra di carbonio riciclata, identificata con la sigla rCF, è invece fornita da Hera Group.
I due materiali vengono integrati attraverso un processo sviluppato e validato dall’Università di Pisa nell’ambito di un progetto promosso dal MOST.
«Il valore di questo progetto non è soltanto ambientale», ha dichiarato Domitilla Baffigo, vicepresidente di PiùBlu ETS, sottolineando come il recupero delle plastiche possa diventare anche uno strumento di educazione e partecipazione per le nuove generazioni.
Secondo i dati comunicati da Velettrica, tutti i materiali impiegati nella costruzione di Drive-Pod-16 sono riciclabili e le scelte adottate consentono di ridurre di oltre il 40% le emissioni di CO₂ rispetto alle soluzioni tradizionali, considerando l’intero ciclo di vita del prodotto.
Una nuova esperienza di navigazione
Alla base del progetto c’è una visione che va oltre la semplice sostituzione del motore tradizionale. Velettrica punta a rendere la propulsione elettrica e ibrida una soluzione concreta per una navigazione più silenziosa, efficiente e rispettosa dell’ambiente marino.
La possibilità di recuperare energia durante la navigazione a vela, alimentare i servizi di bordo e integrare diverse fonti energetiche amplia le potenzialità del sistema, mentre la configurazione modulare ne favorisce l’adattamento a differenti tipologie di imbarcazione.
Fondata nel 2021 dalla passione del velista Roberto Baffigo, Velettrica opera nel campo della mobilità elettrica applicata alla nautica. L’azienda è supportata dal MOST e collabora con il CNR, attraverso l’Istituto di Ingegneria del Mare, per attività di test in vasca e certificazione.
Con Drive-Pod-16, presentato al Salone Nautico di Genova, l’azienda propone dunque una soluzione che combina propulsione ibrida, recupero energetico e materiali riciclati, con l’ambizione di contribuire all’evoluzione tecnologica della nautica da diporto.




