Presentato al Salone Nautico di Venezia il XIII Report del Mare: il Veneto supera la media nazionale per crescita economica e occupazionale. Venezia è la terza provincia italiana per numero di imprese blu.
Il Veneto accelera sulla Blue Economy e si conferma tra i territori più dinamici d’Italia nel comparto dell’economia del mare. A guidare questa crescita sono soprattutto Venezia e Rovigo, le due province costiere regionali, protagoniste di performance superiori alla media nazionale sia in termini di valore aggiunto sia di occupazione.
I dati sono stati presentati oggi al Salone Nautico di Venezia durante l’incontro dedicato al XIII Report del Mare – Focus Venezia Veneto, elaborato dall’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare (OsserMare) insieme al Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, in un appuntamento promosso da Camera di Commercio Frosinone Latina, Azienda Speciale Informare e Assonautica Italiana.
Ad aprire l’evento è stato il presidente di Assonautica Italiana, Giovanni Acampora, che ha sottolineato il valore strategico del report: “Il Salone si conferma un luogo strategico di confronto, e i dati dell’Economia del Mare che presentiamo oggi – con un focus su Venezia e sul Veneto – sono uno strumento essenziale per leggere le filiere e orientare le strategie a tutti i livelli istituzionali. Da oltre quindici anni mettiamo a disposizione un patrimonio unico di analisi, riconosciuto come best practice europea”.
Acampora ha inoltre evidenziato il rafforzamento delle attività dell’osservatorio attraverso nuove partnership e progetti, dall’underwater economy al Blue Forum Italia Network, annunciando che il rapporto nazionale sarà presentato anche al MIMIT e nelle prossime tappe del summit dedicato all’economia del mare.
Il quadro nazionale: il mare vale oltre 216 miliardi di euro
A livello italiano, la Blue Economy si conferma uno dei pilastri strategici dell’economia nazionale. Nel biennio 2023-2022, il comparto ha generato 76,6 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, pari al 4% della ricchezza nazionale, segnando una crescita del +15,9%.
Anche l’occupazione mostra un trend positivo: il settore garantisce lavoro a oltre 1 milione di addetti (1.089.710), in aumento del +7,7%, mentre le imprese blu registrate sono 232.841, pari al 4% del tessuto imprenditoriale italiano.
Uno degli elementi centrali del rapporto è il moltiplicatore economico della Blue Economy, pari a 1,8: ogni euro investito nelle attività legate al mare ne attiva infatti altri 1,8 nel resto dell’economia, generando un indotto complessivo di 140 miliardi di euro. In totale, la filiera allargata del mare arriva così a produrre 216,7 miliardi di euro, incidendo per l’11,3% sul PIL nazionale.
Veneto sopra la media nazionale: boom di valore aggiunto e occupazione
Il Veneto emerge come una delle regioni più performanti del Paese. Pur avendo appena 40 Comuni costieri distribuiti tra Venezia e Rovigo e ospitando solo il 16% della popolazione regionale, le aree costiere generano il 15,7% della ricchezza complessiva del Veneto.
I numeri certificano una crescita nettamente superiore alla media italiana:
- 6,2 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, pari al 3,5% della ricchezza regionale, con una crescita del +30,5%, quasi il doppio rispetto al dato nazionale;
- 79.897 occupati, il 3,3% del totale regionale, con un incremento del +20,2%, contro il +7,7% italiano;
- 14.293 imprese blu registrate nel 2024, pari al 3,1% del totale regionale.
L’unico indicatore in lieve controtendenza riguarda il numero di imprese, in calo del -1,8% rispetto al 2022, pur in un quadro di sostanziale stabilità nel medio periodo.
L’effetto leva: il Veneto ha il moltiplicatore più alto d’Italia
Un dato particolarmente significativo riguarda il moltiplicatore economico regionale, che in Veneto raggiunge quota 2,1, il più alto d’Italia.
Questo significa che ai 6,2 miliardi di valore aggiunto diretto si sommano 13,1 miliardi di euro di indotto, per un totale di 19,3 miliardi di euro di ricchezza generata dalla filiera del mare.
Complessivamente, la Blue Economy pesa per il 10,9% del PIL regionale, un’incidenza quasi identica al dato nazionale, ma raggiunta con una popolazione costiera molto più contenuta.
Turismo, trasporti e cantieristica: i motori del sistema mare veneto
Nel dettaglio, il principale contributo economico arriva dai servizi di alloggio e ristorazione, che rappresentano il 45,9% del valore aggiunto della filiera, confermando il ruolo centrale del turismo costiero.
Seguono:
- movimentazione di merci e passeggeri (18,5%);
- cantieristica nautica (13,4%).
Un mix che evidenzia la forte integrazione tra portualità, turismo, logistica e industria nautica.
Venezia terza provincia italiana per imprese blu
Nelle classifiche nazionali emerge con forza il ruolo di Venezia, che si posiziona al 3° posto in Italia per numero assoluto di imprese blu, con 9.572 aziende attive nel settore marittimo.
La provincia lagunare è inoltre:
- 4ª in Italia per incidenza del valore aggiunto dell’economia del mare sul totale provinciale (15,4%);
- 4ª per quota di occupati della Blue Economy (15,4%);
- 4ª per peso delle imprese marittime sul totale provinciale (12,7%).
Anche Rovigo mostra risultati rilevanti, classificandosi 8ª provincia italiana per quota di imprese blu, che rappresentano il 9,6% del totale provinciale.
Cambiano le imprese: crescono gli imprenditori stranieri
Il report evidenzia anche profonde trasformazioni nel tessuto imprenditoriale della Blue Economy veneta.
Calano infatti:
- le imprese giovanili (-10,7%), oggi pari all’8,1% del totale;
- le imprese femminili (-4,1%), che rappresentano il 18,4% del settore.
A compensare questa contrazione è la forte crescita delle imprese guidate da cittadini stranieri, aumentate del +25,4% e oggi pari al 10,1% del comparto.
Un segnale che, secondo il report, conferma la capacità attrattiva di un settore considerato ancora dinamico e in buona salute.
Commercio estero: pesa il deficit della filiera ittica
Sul fronte dell’export e import, il saldo commerciale della Blue Economy veneta resta negativo per 990,6 milioni di euro nel 2024.
La principale criticità arriva dal comparto ittico, che registra un deficit di oltre 1 miliardo di euro, con 150 milioni di export contro 1,151 miliardi di importazioni.
Positivo invece il bilancio della cantieristica nautica, che chiude con un surplus di 10,2 milioni di euro, grazie a 26 milioni di esportazioni contro 15 milioni di importazioni.
Durante l’incontro sono intervenuti anche il Capitano di Fregata Giulio Cargnello della Capitaneria di Porto e Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, che ha posto l’attenzione sulla necessità di approfondire maggiormente la domanda di turismo nautico.
“Si continua ad analizzare soprattutto l’offerta infrastrutturale – ha spiegato – mentre è necessario comprendere meglio caratteristiche, numeri e comportamenti della domanda turistica, anche attraverso il lavoro del progetto Adriatic Sea Tourism Report”.


