America’s Cup, Marzio Perelli: “La vela ha bisogno della finanza per crescere. Questa sarà una Coppa di transizione”

A Cagliari, durante il Day 1 della Preliminary Regatta, il CEO di America’s Cup Partnership racconta la nuova visione della Coppa America: più continuità, nuovi investimenti e un calendario pensato per media, sponsor e team.

La nuova era dell’America’s Cup passa da continuità, sostenibilità economica e valorizzazione globale del prodotto sportivo. A raccontarlo è stato Marzio Perelli, intervistato a Cagliari nel corso del Day 1 della Preliminary Regatta, primo appuntamento ufficiale del nuovo ciclo della Coppa America.

Perelli, oggi amministratore delegato di America’s Cup Partnership, porta con sé un percorso professionale maturato tra finanza e sport. “Ho un background principalmente nella finanza, dove ho lavorato per 25 anni, e poi otto anni in Sky Sport con il più grande portafoglio di diritti sportivi in Europa”, ha spiegato. Un’esperienza che gli ha permesso di seguire e valorizzare discipline considerate in passato “minori”, tra cui anche la vela.

Secondo Perelli, la forza principale dell’America’s Cup resta la sua identità storica. “L’asse principale dell’America’s Cup è la storia, la cultura unica della competizione. Dobbiamo garantire la continuità di questa favola unica al mondo, ma far sì che viva in un mondo che è cambiato”.

Da qui nasce il ruolo della nuova partnership, considerata il tassello fondamentale per valorizzare al meglio il potenziale della Coppa. “La partnership arriva al momento giusto per valorizzare questo asset come deve essere valorizzato. Ci sono tutti gli ingredienti per farlo”.

Sport e finanza: un rapporto sempre più stretto

Perelli ha sottolineato come oggi il mondo dello sport non possa più prescindere dalla finanza. “Anni fa lo sport non entrava all’interno di un programma finanziario, oggi è una masterclass. Lo sport è diventato talmente importante che da solo non ce la fa più e ha bisogno della finanza che lo aiuti”.

Una trasformazione che va oltre il semplice ritorno pubblicitario. “Pensare che lo sport sia soltanto un veicolo di promozione dove devono entrare nuove finanze è banale”, ha aggiunto, evidenziando però anche il possibile punto critico tra i tempi della finanza e quelli dello sport: “Esiste un potenziale problema tra l’exit strategy della finanza e i tempi del prodotto sportivo”.

Le tre fonti di revenue della Coppa America

Nel progetto di sviluppo dell’evento, Perelli individua tre pilastri economici fondamentali: “Le tre fonti di revenue dell’America’s Cup sono l’host, quindi il paese ospitante, i diritti televisivi e gli sponsor. Dobbiamo lavorare per far crescere tutte e tre queste fonti”.

Quella che sta iniziando sarà però, nelle sue parole, “un’America’s Cup di transizione”, necessaria per costruire un sistema più stabile e strutturato nel lungo periodo.

“Cagliari segnale importante per l’Italia”

Il manager si è detto positivamente colpito dall’avvio dell’evento in Sardegna. “Sono rimasto positivamente sorpreso dalla cerimonia di apertura: un evento di altissimo livello con la partecipazione di importanti autorità e ministri. È un veicolo di promozione incredibile per l’Italia”.

Perelli ha anche evidenziato come in passato la Coppa America fosse percepita come un evento altamente tecnologico ma poco continuativo. “Uno dei punti più importanti della partnership è dare un calendario preciso e rendere il tutto più interessante per i media, per gli sponsor e per chi investe soldi”.

Team pronti a restare più cicli

Tra gli obiettivi della nuova governance c’è anche quello di garantire maggiore continuità ai team partecipanti. “Con questa nuova partnership i team sono pronti a stare nella Coppa per più cicli”.

Le regate di Cagliari rappresentano inoltre un importante banco di prova dopo una lunga pausa. “Vediamo questi giorni di regata perché sono due anni che non andiamo in mare, poi ci sederemo a tavolino per capire cosa possiamo migliorare già per settembre”.

Nuove regole per la scelta della location

Una delle grandi novità riguarda la governance futura dell’evento. “Nella partnership tutti i team avranno gli stessi diritti nella decisione della prossima location”, ha spiegato Perelli. Una svolta rispetto al passato, quando era il defender a scegliere la sede della successiva edizione.

Resta però aperto il tema dell’integrazione con il celebre Deed of Gift, il documento storico che regola l’America’s Cup: “Stiamo ancora capendo come integrare ciò con il Deed of Gift”.

Preliminary Regatta e futuro calendario

Sul futuro del calendario internazionale, Perelli frena sull’idea di eventi troppo frequenti. “Non può essere un evento regolare ogni mese vista la tecnologia. L’effetto scarsità dà lustro all’evento”.

Al momento, dopo l’annuncio della seconda Preliminary Regatta in programma a Napoli dal 24 al 27 settembre, non è prevista una terza tappa. “Se da qui a settembre arriverà qualcosa siamo qui per valutare. Non è escluso, ma al momento non è in programma”.

Intanto arrivano novità anche per la Louis Vuitton Cup di Napoli, dove saranno disputate due regate di flotta con gli AC75.

Giovani e donne protagonisti

La Preliminary Regatta di Cagliari segna anche un passaggio storico per l’America’s Cup: è infatti la prima regata preliminare in cui giovani e donne fanno ufficialmente parte degli equipaggi.

Un segnale concreto di apertura e rinnovamento per una competizione che vuole mantenere intatta la propria tradizione, ma con uno sguardo sempre più rivolto al futuro.

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