L’autore veneziano racconta il suo giro del mondo tra navigazione, culture e identità dei territori: un’opera che va oltre il classico diario di bordo
Non è un semplice portolano, né un classico diario di bordo. È qualcosa di più profondo e sfaccettato il nuovo libro di Giovanni Testa, Mari ultra. A vela attorno al mondo alla ricerca dello spirito dei luoghi.
L’autore, veneziano e grande appassionato di mare, accompagna il lettore in un viaggio attorno al mondo che unisce esperienza diretta, suggestioni culturali e riflessioni personali. Un’opera che contiene sì elementi di navigazione e itinerari, ma che si distingue per un approccio più intimo e narrativo.
“Mari ultra” nasce infatti dall’esigenza di raccontare non solo le rotte percorse, ma soprattutto ciò che si incontra lungo il cammino: persone, tradizioni, architetture, storie antiche e identità locali. Ogni approdo diventa così un’occasione per entrare in contatto con lo “spirito dei luoghi”, quel patrimonio invisibile fatto di energia, cultura e memoria.
Dopo aver lasciato “di poppa mille esperienze e mille avventure”, come suggerisce lo stesso autore, emerge una consapevolezza nuova: il viaggio in mare non arricchisce soltanto dal punto di vista tecnico o sportivo, ma soprattutto umano.
Le pagine del libro si trasformano così in una rotta alternativa, dove il punto di arrivo non è solo geografico, ma interiore. Navigare significa andare “ultra”, oltre le abitudini, oltre la comfort zone, spingendo lo sguardo ben al di là della propria prua.
Un invito, rivolto a velisti e appassionati di mare, ma anche a chi ama i racconti di viaggio, a rallentare, osservare e ascoltare. Perché ogni costa, ogni isola, ogni comunità ha qualcosa da raccontare — a patto di essere disposti a coglierne l’essenza.
Con “Mari ultra”, Giovanni Testa propone dunque una nuova chiave di lettura della navigazione: non solo tecnica e avventura, ma esperienza culturale e ricerca personale, in perfetto equilibrio tra mare e umanità.


