Rolex Middle Sea Race, un percorso semplice per una regata complessa

L’idea di circumnavigare la Sicilia fa gola a molti. Il magnifico panorama, i vulcani, i delfini che saltano a prua e un ultimo cenno d’estate, sono richiami intensi. La Rolex Middle Sea Race è la regata conclusiva del circuito mediterraneo e un annuale ‘pellegrinaggio’ a Malta da non perdere.

L’idea di sfidarsi in una regata incredibilmente complessa su un percorso semplice, è molto appetibile sia ai velisti professionisti sia ai dilettanti. La geografia eterogenea e le condizioni di vento e mare variabili, forgiano un puzzle molto complicato per i navigatori. Come sempre, ci sarà un solo vincitore: il team meglio preparato, che ha studiato le previsioni meteorologiche, analizzato le carte nautiche, e identificato la migliore strategia di regata. Sebbene la preparazione sia fondamentale, la capacità d’interpretare le condizioni mutevoli durante la regata e adattarsi di conseguenza è la vera chiave del successo.

Con una sola boa da tenere a sinistra all’uscita di Grand Harbour a Valletta, la Rolex Middle Sea Race conduce la flotta su un percorso di 608 miglia nautiche attraverso lo Stretto di Messina, intorno al ‘faro del Mediterraneo’ – il vulcano ribollente di Stromboli nell’arcipelago delle Eolie, fino alle Isole Egadi, per poi lasciare Pantelleria e Lampedusa a sinistra e rientrare a Malta verso lo scenografico finale di Marsamxett Harbour.

Alla 36esima edizione della Rolex Middle Sea Race hanno partecipato 111 imbarcazioni, da 9 a 25 metri di lunghezza, provenienti da 22 nazioni. La regata ha preso il via sabato 17 ottobre al tradizionale fuoco dei cannoni, con una leggera brezza.

Il primo sull’arrivo è stato un team americano: il trimarano MOD 70 Phaedo3 di Lloyd Thornburg ha tagliato il traguardo poco dopo la mezzanotte di martedì 20 ottobre. Alle sue spalle c’era il maxi a chiglia basculante Rambler 88 di George David, che ha conquistato la vittoria in tempo reale tra i monoscafi. Un ottimo risultato per i detentori del record di regata, che tuttavia avevano sperato in condizioni meteorologiche più favorevoli per migliorare il proprio tempo con il loro nuovo progetto di Juan Kouyoumidjian.

“Abbiamo infranto il record di percorrenza nel 2007, ma non quest’anno. Va bene così”, ha commentato George David. “E’ stata una regata lenta, con condizioni incredibilmente miste, da zero a 23 nodi vento da ogni direzione possibile e salti fino a 90 gradi. La prima metà della regata ha annullato ogni possibilità di record, e nella seconda parte del percorso abbiamo avuto 160 miglia di bolina, da Trapani a Lampedusa.”

Grand Slam
“Direi che nelle regate di quest’anno il meteo non ci è stato favorevole – particolarmente nella Rolex Fastnet Race, dove siamo riusciti a vincere nella nostra classe e a battere Comanche, nonostante le condizioni.” Avendo conquistato la Rolex Fastnet Race e la Rolex Middle Sea, Rambler 88 ora mira al Grand Slam. George David e il suo equipaggio stellare hanno gli occhi puntati sulla regata d’altura per eccellenza, la Rolex Sydney Hobart Yacht Race che partirà il 26 dicembre da Sydney (AUS).

Precisione, lavoro di squadra e tempismo
L’esperienza acquisita nelle varie edizioni precedenti è entrata in gioco per le due squadre italiane in IRC 2, una delle classi più competitive, dove il Cookson 50 Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato ha battagliato contro il TP52 B2 di Michele Galli, vincitore assoluto della Rolex Middle Sea Race 2013.

B2 (ITA) ha tagliato il traguardo poco prima di mezzanotte, conquistando il vertice della classifica generale. Quando dopo qualche minuto il Cookson 50 italiano Mascalzone Latino è apparso sul traguardo, la tensione a bordo B2 era tangibile. Dopo tre giorni e mezzo di regata, B2 ha battuto Mascalzone Latino per soli nove secondi in tempo compensato. Un’impresa incredibile, avendo percorso 649 miglia nautiche.

Ripensando alla regata, il navigatore spagnolo Nacho Postigo ha commentato; “Tagliare il traguardo con un vantaggio di nove secondi in tempo compensato è stata una grande sorpresa. Saremmo stati felici, anche se avessimo perso con Mascalzone Latino, perché sappiamo che entrambe le squadre hanno disputato una magnifica regata e saremmo stati entrambi degni vincitori.”

“Solitamente nella Middle Sea Race lotti per trovare il vento, e quando lo trovi è troppo. Questa volta, invece, il vento era troppo leggero. Penso che sia una delle regate più difficili in assoluto. C’è una forte connessione tra terra e mare, e questo ti costringe a prendere molte decisioni importanti lungo il percorso; a volte, gli errori sono molto costosi.”

“Su B2 abbiamo un ottimo team. Francesco De Angelis ci spinge sempre al massimo. Michele è un armatore fantastico, molto competitivo, ed è un vero appassionato d’altura. Poi c’è il resto dell’equipaggio, tutti bravissimi: non so quanti peeling (di spinnaker) abbiamo fatto in questi tre giorni e mezzo, ma erano tutti assolutamente perfetti.”

Una regata di classe e Classi
Nel corso di sei giorni, è stato chiaro che l’edizione di quest’anno ha favorito le barche più grandi, che sono riuscite a tenere il passo con le condizioni mutevoli. Le barche più piccole hanno sofferto i venti leggeri fino a mercoledì sera, quando è sopraggiunto il maestrale.

A stabilire il ritmo della flotta fin dall’inizio è stato il Maxi 72 MOMO (GER) di Deiter Schoen, che ha battuto il rivale Rambler 88 in tempo compensato reclamando la vittoria in IRC 1. MOMO non ha mai mollato la presa sul maxi americano e, oltre a conquistare la vittoria di classe in tempo compensato, è finito terzo assoluto.

In IRC 3 la giovane squadra turca a bordo del Ker 40 Arkas Volare Box, ha mantenuto il vantaggio per tutta la regata conquistando il gradino più alto del podio.

Eredità di famiglia
In IRC 4 la vittoria è andata al Corby 38 custom Rockall IV, seguito da Elusive della famiglia Podestà al secondo posto. Il ricordo di Arthur Podesta, socio di lunga data del Royal Malta Yacht Club, ha pervaso l’intera regata: tre dei suoi figli hanno regatato a bordo del First 45 di famiglia. Podestà è stato l’unico velista ad aver partecipato a tutte le edizioni della Rolex Middle Sea Race negli ultimi 47 anni.

In IRC 5, i vincitori assoluti dell’edizione 2014 Lee Satariano e Christian Ripard sono tornati a difendere il titolo. La squadra maltese ha disputato una combattutissima regata, vincendo nella loro classe con il J122 Artie. In IRC 6 è stato il Beneteau 40.7 Three Sisters a battere le altre 18 barche nella loro classe.

Uno sguardo al futuro
Il Royal Malta Yacht Club vanta un forte legame tra Malta e il mare. Mentre gli organizzatori di questa storica regata si preparavano per la premiazione ufficiale, tenutasi dove i Cavalieri di Malta gestirono uno dei primi ospedali d’Europa per più di 200 anni, il Commodoro Godwin Zammit ha commentato; “Per la prima volta da parecchio tempo, non abbiamo avuto grandi problemi in mare e non ci sono stati salvataggi. Quest’anno abbiamo avuto una flotta particolarmente interessante ed eterogenea, con barche d’alto profilo e grandi multiscafi, barche con equipaggi professionisti e yacht a gestione familiare. La varietà è una buona cosa… Stiamo già iniziando a pianificare la prossima edizione.”

I risultati del 2015 Rolex Middle Sea Race sono visibili qui.

La prossima Rolex Middle Sea Race prenderà il via il 22 ottobre 2016.

Lascia un commento