Nautica italiana da record: oltre 13 miliardi di valore aggiunto e 168 mila occupati nella filiera

Presentati a Milano i rapporti “La Nautica in Cifre Monitor 2025/2026” e “Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026”: la cantieristica traina l’economia e l’export supera i 4 miliardi.

La nautica italiana si conferma una delle filiere strategiche del Made in Italy, con numeri che raccontano un comparto solido, competitivo e in continua evoluzione.

Nel 2024 il settore ha generato oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati, con una crescita dell’occupazione del 5,6% rispetto all’anno precedente.

È quanto emerge dai rapporti “La Nautica in Cifre Monitor – Trend di mercato 2025/2026”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica insieme alla Fondazione Edison, e “Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026”, curato da Fondazione Symbola.

I due studi sono stati presentati a Milano, presso Palazzo Edison, offrendo una fotografia aggiornata di un settore che continua a rafforzare la propria leadership internazionale.

Un settore che cresce e crea occupazione

Secondo il report sulla filiera, la nautica rappresenta oggi uno dei comparti più dinamici della manifattura italiana, capace di generare valore ben oltre il perimetro della cantieristica.

Nel 2024 il sistema nautico italiano ha prodotto:

  • oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto
  • quasi 168 mila posti di lavoro
  • +5,6% di crescita dell’occupazione

La cantieristica resta il cuore del settore ed è fortemente concentrata in alcune regioni chiave: Toscana, Lombardia, Marche, Liguria, Campania, Piemonte, Sicilia e Lazio, territori che rappresentano veri e propri poli di competenze e specializzazione.

Come ha spiegato Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola, la nautica è anche un potente moltiplicatore economico:

  • per ogni euro prodotto dai cantieri si attivano 5,2 euro di valore aggiunto complessivo
  • per ogni addetto diretto si generano 7,1 posti di lavoro lungo tutta la filiera

Un risultato che nasce da una rete produttiva ampia e integrata, che coinvolge fornitori, servizi, turismo nautico e infrastrutture portuali.

Superyacht: l’Italia rafforza la leadership mondiale

Tra i segmenti più forti spicca quello dei superyacht, dove l’Italia continua a dominare la scena internazionale.

Secondo il Superyacht Global Order Book 2026, la quota italiana è cresciuta fino al 52% degli ordini mondiali, con 568 unità in costruzione.

Un risultato ancora più significativo se si considera che, nello stesso periodo, gli ordini globali sono diminuiti di circa il 4%, passando da 1.138 a 1.093 unità.

Nel 2025 il settore ha registrato dati molto positivi:

  • 50% delle aziende ha visto crescere il fatturato
  • 25% ha mantenuto livelli stabili

Nel portafoglio ordini attuale i tassi di crescita tendono a stabilizzarsi, ma restano su livelli molto solidi.

Cantieri fino a 24 metri: segnali di ripresa

La situazione della produzione di imbarcazioni fino a 24 metri appare più articolata.

Se le stime di chiusura del 2025 indicavano una contrazione diffusa, l’indagine aggiornata mostra prospettive più positive per l’anno nautico 2025/2026.

Le imprese che prevedono una crescita del volume d’affari passano infatti dal 23% al 46%, mentre quelle che temono una flessione scendono a meno di un quarto del campione.

Anche il comparto delle reti di vendita mostra segnali di miglioramento:

  • la quota di operatori che prevedono risultati negativi scende dal 62% al 37%
  • il 50% prevede stabilità
  • il 13% si attende una crescita del fatturato.

Accessori, motori e charter: prospettive positive

Il comparto degli accessori ed equipaggiamenti presenta risultati molto diversificati, ma cresce il numero di aziende con aspettative positive per il 2025/2026, salite dal 30% al 39%.

Nel settore dei motori marini il sentiment migliora ulteriormente:

  • le aziende che prevedono una crescita del fatturato passano dal 25% al 38%
  • il 50% prevede stabilità.

Molto positivo anche il quadro per locazione e noleggio di imbarcazioni:

  • nel 2025 il 57% delle imprese ha registrato un aumento del fatturato
  • per il 2025/2026 il 64% prevede ulteriore crescita.

Un trend che conferma il ruolo strategico del charter nautico nello sviluppo del turismo, anche nell’entroterra e nei territori costieri meno tradizionali.

Porti turistici e servizi: crescita attesa

Prospettive particolarmente favorevoli emergono anche per il comparto dei porti turistici e dei servizi nautici.

Per l’anno nautico 2025/2026:

  • il 75% delle aziende prevede una crescita del fatturato
  • il 12% ipotizza una flessione.

Dati che confermano il trend positivo rilevato anche dalle analisi di Assomarinas.

Export oltre i 4 miliardi: l’Italia sul podio mondiale

Uno degli elementi più rilevanti degli ultimi anni è la crescita dell’export della nautica italiana.

Secondo Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, nell’ultimo anno scorrevole novembre 2024 – ottobre 2025 le esportazioni hanno superato i 4 miliardi di euro, uno dei risultati migliori di sempre.

La nautica da diporto italiana si posiziona così ai vertici mondiali dell’export, diventando una delle punte di diamante del commercio estero italiano e uno dei settori con la crescita più rapida dell’ultimo decennio.

Le sfide del futuro

Nonostante i risultati positivi, il settore deve confrontarsi con alcune criticità esterne.

Tra i fattori che le imprese indicano come più impattanti emergono:

  • tensioni geopolitiche internazionali
  • alti tassi di interesse
  • costo del lavoro
  • gestione degli stock di magazzino

In questo scenario, la sfida principale sarà mantenere l’eccellenza qualitativa che ha reso la nautica italiana leader mondiale, consolidando allo stesso tempo le quote nei mercati internazionali.

Un obiettivo che passa attraverso innovazione, sostenibilità e capacità di fare sistema, elementi sempre più centrali per garantire al settore un ruolo di primo piano nell’economia italiana.

Articoli relativi

Commenti