Intrappolate a 300 metri dalla riva a causa delle meduse, salvate dalla Guardia Costiera

L’intenzione era di andare a vedere le stelle cadenti lontano dalle luci, in mezzo al mare sulle piattaforme galleggianti ancorate davanti alla spiaggia di Caorle ma poi non riescono a tornare a riva a causa delle meduse.

Brutto fuori programma per le nove ragazze, tra i 15 e i 17 anni, che mercoledì sera sono rimaste bloccate sulla piattaforma ancorata a 300 metri da riva. Le ragazze per fortuna avevano con loro un telefonino, che avevano previdentemente portato dentro a un astuccio impermeabile: sono così riuscite a lanciare l’allarme al quale ha risposto la Guardia Costiera di Caorle che  ha individuato la zona di recupero, inviando un gommone che ha riportato le giovani ai rispettivi genitori.

A causa del forte caldo e dell’alta temperatura dell’acqua tutto il litorale veneziano, da Sottomarina a Bibione è letteralmente invaso da questi animali che, nonostante il fastidio, sono e restano uno dei migliori indicatori biologici sulla pulizia dell’acqua.

Ecco alcune regole in caso di contatto con le meduse: non strofinare bocca e occhi; non lavare con acqua dolce la parte colpita, ma usare acqua di mare e disinfettare con bicarbonato; non usare acqua fredda o ghiaccio; non grattare la zona ustionata (si accelera la sostanza tossica); evitare impacchi con aceto o ammoniaca: è un “rimedio della nonna” del tutto inutile e anche l’uso di alcool è sconsigliato. Inoltre, non rimuovere i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, ma con le mani. Il rimedio migliore è un gel astringente al cloruro d’alluminio, utile anche per le punture di zanzara. Evitare pomate cortisoniche o antistaminiche.

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