Presentata oggi l’edizione 46 della Barcolana, tante le novità

È stata presentata oggi l’edizione 46 della Barcolana, la regata più affollata del Mediterraneo, in programma dal 3 al 12 ottobre 2014 a Trieste, evento che vede protagonisti circa 25mila velisti, che regatano di fronte a un pubblico di 300mila persone provenienti da tutta Europa.

Pur nel solco della tradizione – ha spiegato il neopresidente della Società velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz – la 46.a edizione della regata è stata profondamente innovata con l’obiettivo di rendere la manifestazione più divertente per i velisti e più spettacolare per il pubblico”.

La principale novità riguarda il percorso: per la prima volta, la regata terminerà di fronte a piazza dell’Unità d’Italia, la più grande piazza d’Europa aperta sul mare, permettendo a tutto il pubblico di essere protagonista vivendo le fasi decisive della regata. “Pur mantenendo lo spirito e la formula che ha reso vincente l’evento in 45 anni, l’arrivo in piazza Unità è una grande novità, che rende Trieste direttamente protagonista”, ha commentato Gialuz.

La Barcolana del 12 ottobre sarà preceduta da nove giorni di eventi collegati: la grande festa di Trieste inizierà il 3 ottobre, con FuoriRegata (3 – 12 ottobre), un calendario di appuntamenti nel centro città, in location affascinanti, tutti a tema mare. In acqua, dal 4 al 12 ottobre, è previsto un calendario di regate dedicati a tutti i velisti, dai bambini della Barcolana Young (4 – 5 ottobre) ai kitesurfer e windsurfer di Barcolana Fun (4 – 8 ottobre), agli scafi d’epoca (Barcolana Classic, 11 ottobre), agli agguerriti armatori degli Este 24 (Barcolana TriESTE, 11 ottobre), al tradizionale appuntamento con le regate in notturna (Barcolana di Notte, 11 ottobre) e al nuovo evento dedicato ai vincitori di categoria, Barcolana Challenge (10 ottobre). A terra, nuovo layout e prestigiosi espositori al Villaggio Barcolana collocato lungo le Rive (8 – 12 ottobre) e due serate di concerti (Barcolana in Musica, 10 – 11 ottobre).

La Barcolana 46 – ha commentato il presidente della Svbg Mitja Gialuz – è un lavoro di squadra allargato. Vi stanno partecipando istituzioni, sponsor, realtà economiche alle quali siamo profondamente grati”.

Un contributo esterno alla Barcolana, di grande valore celebrativo, arriva anche dalla Marina Militare, che farà attraccare a Trieste, in occasione della regata, il bellissimo brigantino Nave Italia, con un equipaggio speciale di ragazzi, affiancato dai marinai della Marina.

Il manifesto celebrativo 2014 della Barcolana è unico nella storia della regata. È un omaggio a Ottavio Missoni che evoca attraverso uno dei suoi inconfondibili tessuti i colori del mare e del Carso, lo spirito gioioso della regata e l’indissolubile legame della famiglia Missoni con Trieste. Non ci sono barche, nel manifesto di quest’anno: c’è l’impronta indelebile di Missoni, c’è la presenza del mare e del sommacco del Carso, dell’atmosfera gioviale che la Barcolana ispira nel suo pubblico e nei suoi partecipanti e che incantava, e “riportava a casa”, non appena possibile, anche Ottavio Missoni; una “tradizione del ritorno”, una volta l’anno la seconda domenica di ottobre, che accomuna molti marinai che sentono il richiamo della Bora e del mare.

Siamo emozionati – ha commentato il presidente della Società velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz – nel condividere con il pubblico della Barcolana il manifesto di questa edizione. In questi mesi abbiamo ripercorso la storia dell’evento fino alle sue radici, per trovarne l’essenza ed evolverla. In questa ricerca ci siamo imbattuti in Ottavio Missoni, nella sua presenza in città in occasione della regata. Barcolana attira i figli di Trieste che spiccano il volo: c’è questo elemento di nostalgia, questa volontà di tornare in occasione della regata. Abbiamo chiesto a Luca Missoni, che ci ha reso l’onore di accettare, di disegnare la Barcolana così come vissuta e raccontata dal padre”.

Trieste è una città con cui mio padre ha sempre avuto un legame speciale – racconta Luca Missoni – Trieste non solo è la sua città d’adozione, dove ha vissuto in parte la sua adolescenza e che ha accolto la sua famiglia dopo l’esilio da Zara, ma è anche il luogo dove ha iniziato la sua attività di maglieria producendo le tute Venjulia, che indossava lui stesso alle Olimpiadi di Londra nel ’48 e che furono portate come divisa dalla Nazionale Italiana di Atletica. Barcolana è un evento tipico della marina di Trieste, al quale mio padre era molto affezionato. Una bella occasione per rivedersi con amici e conoscenti nei caffè e nelle osterie triestine dall’atmosfera sempre gioviale”.

La forte presenza del mare, il vino buono, l’atmosfera gioviale: queste sono le caratteristiche di Trieste che ritroviamo per l’immagine rappresentativa di Barcolana 2014, in un allegro ricordo di Ottavio Missoni.

Ottavio Missoni ha partecipato più volte alla Barcolana. L’ultima risale al 2006, quando in occasione della regata attracca il suo burchio Timoteo alla base del Molo Audace. In quei giorni Ottavio si fa grande interprete della Barcolana: il suo spirito è in armonia con quello dell’evento, che è l’occasione per esprimere la profonda passione che lega un uomo alle sue terre e al suo mare. Di fronte a un buon bicchiere di vino, Missoni incontra gli amici sportivi che hanno condiviso con lui la giovinezza.

La presenza di Missoni alla Barcolana è anche occasione per dare valore all’evento e alla città, sottolinearne la dimensione internazionale, punto di incontro tra culture diverse, luogo originale e originario, dove inizia e finisce il Mediterraneo. Il mare e la vela non si esauriscono, infatti, nella semplice passione: per un dalmata, per un istriano, per un triestino, il mare è il sapore della storia e delle proprie radici. Ed è anelito di libertà. È per questo che la Barcolana è unica e si svolge ogni anno da 46 edizioni a Trieste: non è solo questione di sport, è questione di cultura, di passione, di riscoperta delle origini. Gli abitanti di quest’angolo d’Europa sanno che per guardare al futuro bisogna voltarsi verso il mare: mettendo un dito in acqua si comunica con tutto il mondo, perché il mare è di tutti, il mare unisce e il mare racconta.

Un ritorno alla tradizione e – allo stesso tempo – un’epocale innovazione. Cambia il percorso della Barcolana e, se nella prima parte torna su rotte già sperimentate in passato, nell’ultimo tratto diventa la principale novità di questa edizione.

Il Consiglio Direttivo, assieme all’Advisory Board, e in particolare al capitano Sandro Chersi – ha spiegato il presidente della Svbg, Mitja Gialuz – ha riflettuto molto sul tema del percorso e ha scelto di aggiornarlo in maniera radicale, seguendo il filo conduttore di tutte le modifiche che abbiamo apportato quest’anno all’evento: una maggiore integrazione tra terra e mare e la possibilità, per chi segue la regata da terra, di viverla in prima persona”. Il percorso della Barcolana è stato, quindi, avvicinato a terra: accostata maggiormente la partenza alla riviera di Barcola, è stata avvicinata la prima boa (accorciando così la navigazione lungo il primo lato), riposizionato il disimpegno della Boa 2, accorciato e riorientato il terzo lato che conduceva nuovamente verso terra, posizionando la Boa 3 nei pressi del Castello di Miramare. “Proprio il posizionamento della Boa 3 – spiega ancora Gialuz – risulta strategico per aumentare la visibilità della regata: negli anni questa boa era stata più volte spostata, tenendola lontano  da terra. La nostra scelta è quella di valorizzare la riviera di Barcola e l’altipiano come spalti di uno stadio naturale, facendo sì che la regata possa correre il più possibile parallela alla costa”.

Da qui la decisione principale: per la prima volta, dopo 45 anni, la regata non terminerà di fronte al terrapieno di Barcola – dove verrà posto un cancello che registrerà i passaggi, nel caso in cui il vento non risultasse sufficiente a completare il percorso – ma di fronte a piazza dell’Unità d’Italia, al largo della diga del Porto Vecchio. Il pubblico assiepato lungo le Rive per attendere il rientro delle imbarcazioni potrà così godersi l’arrivo in diretta e a occhio nudo.

Il miglio e mezzo di navigazione da Barcola a Piazza Unità compensa la riduzione di percorso del primo e del terzo lato, dando alla regata una nuova veste in termini di spettacolarità e la possibilità di vivere l’evento anche stando a terra; da Miramare a piazza Unità, lungo la Napoleonica o la Strada del Friuli e da San Giusto: tutti luoghi in cui il pubblico si assiepava per godere l’immagine unica della partenza e da dove, in questa edizione, potrà godere di tutto il percorso.

Dal punto di vista tecnico – spiega Gialuz – il percorso mantiene la sua lunghezza originale per salvaguardare i record  del passato. L’orientamento è stato studiato nel dettaglio per le andature con i venti predominanti (Bora e Maestrale). Ci siamo confrontati con la Capitaneria di Porto e abbiamo consultato numerosi velisti. Il Comitato di Regata ha accettato il nostro progetto di modifica; a breve pubblicheremo il Bando di regata e, a settembre, le Istruzioni di regata, il documento nel quale tutte queste modifiche saranno dettagliate e regolamentate”.

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