Chioggia Vela, la nostra intervista a Corrado Perini

 

A pochi giorni dal termine della settima edizione di Chioggia Vela (qui il resoconto completo) abbiamo intervistato Corrado Perini, che oltre ad essere l’attuale direttore sportivo del Circolo Nautico Chioggia è anche mente e braccio operativo della manifestazione organizzata in partnership con il Comune di Chioggia.

D: Chiusa l’edizione 2018 di Chioggia Vela è tempo di bilanci….

R: È stata una edizione un po’ particolare, la contemporaneità del mondiale di motonautica e le condizioni meteo ci hanno costretto ad intervenire in emergenza e in tempi stretti sul programma, ma dalla revisione del calendario e del format di alcune regate sono emerse anche indicazioni positive e interessanti di cui dovremmo tenere conto nel futuro. Per esempio ne è venuta fuori una edizione di Chioggiavela più diluita nel tempo che personalmente non mi è dispiaciuta, credo anzi che l’esperienza di concludere il sabato avendo tutto il tempo di elaborare le classifiche e potendo organizzare al meglio anche la giornata delle premiazioni con il conseguente rispetto degli orari, sia stato assolutamente positivo e da tenere in considerazione anche per le prossime future edizioni.

D: Altre indicazioni sia in positivo che in negativo?

R: Non direi di avere riscontrato indicazioni negative, certo ci sono delle indicazioni che hanno evidenziato delle problematiche e di cui bisognerà tenere conto nell’elaborare il format delle prossime edizioni; su Meteorosa bisogna lavorare con largo anticipo contattando le ragazze e mettendole in contatto tra loro perché formino gli equipaggi con più anticipo, risolto con Meteorsharingil problema della disponibilità delle barche adesso bisogna appunto lavorare sugli equipaggi, inoltre credo sarà necessario anticipare la data a prima dell’inizio delle scuole perché oggiperdiamo tutte quelle ragazze giovani ancora in età scolare e provenienti sia dal Laser che dall’Optimist. Anche sul Trofeo Meteorsharing ho ricevuto degli input da elaborare, la regatinaserale infrasettimanale è di difficile accesso per molti, la formula piace ma la gente fa fatica a liberarsi, l’anno scorso abbiamo fatto il pieno e questo ci ha fatto continuare sulla stessa linea, ma quest’anno, anche a causa del meteo, le presenze sono calate di oltre la metà, non è venuto meno l’interesse, ma proprio la possibilità delle gente di esserci. L’aver dovuto fondere le due regate Sopraiventi e Chioggiavela  invece ci ha fatto capire che le due regate erano probabilmente eccessive, succedeva che alcune imbarcazioni correvano la regata del sabato e non quella della domenica e viceversa, così invece abbiamo messo insieme tutti e credo sia questa la formula da seguire per raggiungere numeri più consistenti. Infine il mondiale di motonautica con il suo percorso e le concessioni ottenute ci ha fatto ricordare l’obiettivo primario di Chioggiavela che è quello di portare la vela dentro la città, un traguardo questo che avevamo un po’ tralasciato negli ultimi anni anche a causa delle difficoltà imposte dai lavori del MoSE, ma che invece dobbiamo riprendere e riproporre, i tempi probabilmente sono maturi per portare l’arrivo della regata in laguna, come da progetto originario.

D: È quindi già possibile abbozzare Chioggia Vela 2019?

R: Bisogna partire dal calendario, il punto fisso per ora è la Bart’sBash il 15 settembre, ne consegue che le date valide per Chioggiavela sono i due weekend successivi di settembre, 21/22 o 28/29, bisognerà capire se prevale la linea di concentrare il tutto o diluirlo nel rispetto anche degli altri impegni di calendario che devono ancora essere stabiliti e che sappiamo in alcuni casi essere abbastanza fissi come nel caso delle zonali Laser e Optimist. E’ sempre più evidente che sulla successiva edizione di Chioggiavelabisogna cominciare a lavorare fin dal giorno successivo alla conclusione dell’edizione precedente, cosa questa che non siamo mai riusciti a fare; per farlo dovremo modificare anche in parte l’organigramma del Direttivo del Circolo Nautico creando dei ruoli dedicati esclusivamente all’organizzazione di Chioggiavela

D: Quali sono stati i lati deboli dal punto di vista organizzativo finora?

R: Sicuramente il tempo, le ultime edizioni di Chioggiavela abbiamo cominciato ad organizzarle appena 20/30 giorni prima dell’evento, un margine di tempo assolutamente insufficiente per moltissime cose; bisogna al più presto definire il calendario e, sulla base di quello, lavorare su permessi, collaborazioni, partnerships, diffusione mediatica, dobbiamo ricominciare ad inseguire il progetto della vela dentro la città perché è l’unico che ci può permettere una espansione anche dal punto di vista dell’interesse, della gente e di conseguenza di eventuali potenziali partner economici.

D: Quali sono i punti di forza finora di Chioggia Vela?

R: “Io dico che, tutto sommato, per come è organizzato e per i ristretti mezzi a disposizione, Chioggiavela è un progetto interessante e positivo che sta ottenendo risultati e una risonanza superiori finora ai mezzi investiti. Parlo con molta gente che partecipa alle regate di Chioggiavela e ognuno di questi si meraviglia di come una manifestazione del genere non raggiunga risultati numerici più consistenti; in effetti ci sono molte barche a Chioggia per cui il muro delle 100 presenze sarebbe sicuramente alla portata, bisogna capire perché non succede ma già che la gente se lo chieda è indicativo della bontà del progetto altrimenti ti direbbero “chi vuoi che venga ad una manifestazione del genere?”. I punti di forza sono le darsene e i circoli coinvolti, ma tutti devono lavorare di più sui loro clienti e sui loro soci, dobbiamo “martellarli” a livello mediatico, in questo senso il nostro media partner Vela Veneta ci potrà aiutare ancora molto“.

D: Pensi che il programma futuro potrà essere ulteriormente ampliato?

R:“Sinceramente credo che in questo momento il programma velico sia già abbastanza ampio, possiamo modificare e cercare di migliorare i format delle singole regate ma non credo che metterealtra carne al fuoco possa rappresentare un valore aggiunto; dobbiamo crescere intanto con il programma attuale evitando inutili dispersioni e ampliare semmai gli eventi collaterali e la spettacolarità delle regate. Il Villaggio Chioggiavela in Piazza Vigo rimane il nostro sogno nel cassetto, se riusciamo ad attuare anche in minima parte quell’idea allora tutto diventa più sensato, l’arrivo della Crepuscolare in Bacino Vigo, le regate lagunari del Meteorsharing e anche l’arrivo in laguna di Chioggiavela”

D: Da ideatore ed organizzatore di Chioggia Vela quanto ti ritieni finora soddisfatto?

R:“Sono soddisfatto al 50%, sono molto soddisfatto di come in poco tempo e con pochi mezzi e persone riusciamo ad attuare un programma così ampio e ambizioso, sono molto deluso della risposta dei velisti e degli armatori e anche di alcuni collaboratori che sembrano non capire che Chioggiavela è un’opportunità di crescita per tutto l’ambiente della vela e della nautica in generale, sono amareggiato dal disinteresse ma allo stesso tempo sono orgoglioso quando qualcuno mostra entusiasmo e ammirazione che sono sempre veri perché non abbiamo mai “pilotato” commenti sui social, le critiche e i complimenti sono tutti “genuini”. Certo che Chioggia è una piazza difficile però il potenziale c’è ed è questo che ci fa continuare, mi piacerebbe che si cominciassero a muovere i velisti veri perché farebbero da traino a tante altre situazioni, la presenza in alcune edizioni del Moro di Venezia è stata la cosa che più mi ha entusiasmato, i posti vuoti in alcune serate in Auditorium quella che più mi ha amareggiato.”

D: Chiudiamo guardando avanti, quale esperienza per Chioggia Vela 2018?

R:”Se chiudo gli occhi immagino una Chioggiavela con 70/80 barche, molti spinnaker lungo il canale tra le dighe, l’arrivo vittorioso in laguna del Moro o di un’altra barca prestigiosa”

 

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