Energy Observer: il bilancio a metà percorso

 

Dopo dieci giorni passati a Venezia, venticinquesimo scalo del suo giro del mondo, Energy Observer, la prima imbarcazione alimentata a energie rinnovabili e a idrogeno, il 16 luglio ha lasciato la città dei Dogi per fare rotta verso Bari. Durante la tappa nella città veneta, l’équipe ha incontrato il pubblico ma anche diversi attori locali impegnati nella protezione e nella trasformazione della laguna e della città, classificata come patrimonio universale dell’Unesco e colpita direttamente dalle cause e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici. A metà percorso del giro del Mediterraneo, questa tappa è stata anche un’occasione per Victorien Erussard, fondatore e capitano e per il capo spedizione Jérôme Delafosse, di fare un primo bilancio tecnologico e umano dell’avventura.
Lo scorso lunedì Energy Observer ha lasciato l’Isola della Certosa, dove era ormeggiato per i dieci giorni di presenza a Venezia, accompagnato dal villaggio itinerante e digitalizzato dedicato agli incontri con il pubblico, per presentare le tecnologie dell’imbarcazione e sensibilizzarlo sui temi delle sfide ambientali.

La prima tappa di Energy Observer in Italia è stata piena di calore. Nel quadro idilliaco della laguna, tutte le navigazioni hanno portato la barca ad attraversare tempi storici diversi. La barca ha compiuto diversi passaggi davanti alla mitica piazza San Marco e in laguna, offrendo agli abitanti e ai numerosi turisti un vero viaggio attraverso il tempo. Un incontro in mare con i giovani velisti della Compagnia della Vela, che hanno potuto salire a bordo e navigare in compagnia di Victorien Erussard e Jérôme Delafosse.
A Venezia, soluzioni per la transizione ecologica
Fra i principali partner della tappa, Alberto Sonino e l’associazione Vento di Venezia, che dal 2012 ha intrapreso un grande progetto di restauro e riqualificazione dell’Isola della Certosa, in collaborazione con l’Unione Europea con l’obiettivo, entro il 2019, di riabilitare l’area una volta destinata alla produzione di esplosivi, in un vero e proprio polmone verde di Venezia attraverso la decontaminazione dei suoli e alla creazione di infrastrutture verdi e autosifficneti in termini energetici. L’incontro con Energy Observeipotizzare altre soluzioni per la riqualificazione dell’isola.

Per Victorien Erussard, fondatore del progetto e capitano della barca la tappa veneziana è stata importante perché: “Abbiamo incontrato attori locali determinati a far cambiare il trasporto marittimo di Venezia. Dal trasporto pubblico a quello provato, passando da una regolamentazione, Venezia che è minacciata direttamente dal cambiamento climatico deve essere portatrice di questa volontà di cambiamento. La dinamica che ruota intorno alla riqualificazione dell’isola della Certosa, dove abbiamo deciso di fare scalo, rappresenta una speranza per gli abitanti e i milioni di turisti che ogni anno visitano la città lagunare.”

Venezia è anche il luogo scelto da numerosi progetti scientifici europei perché la laguna sia uno spazio per la sperimentazione. Durante il suo soggiorno, l’équipe di Energy Observer è andata alla scoperta del più grande sistema di robot sottomarini al mondo realizzato da un consorzio di università europee e dal programma europeo LIFE VINIME, che mora a preservare la laguna attraverso l’installazione di barriere che proteggano le barene, degli isolotti che ospitano una ricca biodiversità.

Durante la tappa veneziana, inoltre, l’equipaggio per gli spostamenti ha utilizzato le Classic Boats Venice, delle barche in legno tradizionali veneziane equipaggiate con motori elettrici, e ha visitato il loro laboratorio di restauro. Fra innovazione e tradizione queste imbarcazioni offrono ai turisti la possibilità di scoprire la laguna nel pieno rispetto dell’ecosistema di questo luogo eccezionale.

Jérôme Delafosse, capo spedizione di Energy Observer ha dichiarato: “Questa città è uno dei luoghi simbolo del patrimonio e della storia del mondo. Rappresenta molte delle sfide del Mediterraneo e, in questo senso, può diventare un vero laboratorio e acceleratore di soluzioni. Navigare davanti a Piazza San Marco per la prima volta utilizzando idrogeno ed energie rinnovabili ci ha permesso di lanciare un segnale forte: le tecnologie esistono, oggi è imperativo unirsi per metterle in opera.”

La tappa ha fornito anche l’occasione per organizzare una tavola rotonda tecnica che ha riunito i principali attori pubblici e privati del trasporto marittimo locale, che hanno potuto condividere esperienze e una visione futura del settore nella laguna.  Il comunicato stampa a questo link.
Venezia, occasione per un primo bilancio del tour del Mediterraneo
A metà percorso dell’Odissea nel Mare Nostrum, la tappa di Venezia è stata anche occasione per fare un primo bilancio dal punto di vista tecnologico e umano.

Grazie alla sua particolare collocazione geografica, il Mediterraneo permette di misurare facilmente l’impatto dell’uomo sull’ambiente, con esempi molto concreti. “Non vogliamo stigmatizzare nulla.” Ha detto Jérôme Delafosse. “Ma in alcuni paesi abbiamo avuto momenti di tristezza vedendo i danni provocati all’ambiente. Dei danni ecologici, come le miniere di fosfogesso a Gabès, sull’altra sponda del Mediterraneo, che hanno contribuito ad alimentare la nostra agricoltura intensiva.”

Dal punto di vista tecnologico, l’imbarcazione è sempre più affidabile e più automatizzata. Le condizioni di navigazione in Mediterraneo sono ideali per l’architettura attuale della barca. “Tutti i sistemi stanno passando all’automatizzazione.” Sottolinea Victorien Erussard. “L’intelligenza artificiale montata a bordo è un successo. Tutta la parte elettronica di gestione dei sistemi è automatizzata. Quando l’energia manca, la pila a combustibile entra in funzione automaticamente. Allo stesso modo, si ferma, quando entra in gioco l’alimentazione con i pannelli solari.”

 

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