Volvo Ocean Race, Alberto Bolzan e Team Brunel mettono la prua su Auckland

 

Tra poco meno di 24 ore sei dei sette team protagonisti della Volvo Ocean Race lasceranno Hong Kong alla volta di Auckland: 6.100 miglia almeno, attraverso il Mar Cinese meridionale, l’Equatore con le sue incognite e gli affascinanti atolli polinesiani. Sarà l’undicesima volta che la regata farà tappa in Nuova Zelanda, terra che in oltre quarant’anni ha ‘prestato’ alla regata oltre trecentocinquanta velisti.

Al via, anticipato alle 11 ora di Hong Kong (le 4 di notte ore Italiana), non mancherà Alberto Bolzan che, osservato il turnover nel corso della frazione precedente, ritorna a pieno regime a bordo di Team Brunel, guidato dall’esperto skipper olandese Bouwe Bekking.

“Dopo i buoni risultati ottenuti nelle In-Port Race disputate negli ultimi giorni si respira sano ottimismo: certo, regatare in altura è cosa diversa che manovrare sulle boe, ma a livello di performance ci siamo sentiti più competitivi del solito – spiega Alberto Bolzan mentre sta per presenziare al briefing meteo che anticipa il via di ogni frazione della Volvo Ocean Race – Abbiamo voglia di riscatto e siamo consapevoli che la momentanea assenza di Vestas 11th Hour Racing mette noi e Scallywag nella condizione di poterci avvicinare al terzo posto. Non ci aspettiamo sia facile perché la frazione presenta diversi fattori di rischio tattico: non a caso, proprio l’approccio ai Doldrums ha segnato il risultato della tappa conclusasi ad Hong Kong”.

Senza dubbio interessante sarà il duello di vertice tra il leader della classifica provvisoria, Mapfre di Xabi Fernandez, e il suo più tenace antagonista, Dongfeng Race Team di Charles Caudrelier che, staccato di soli quattro punti, ha dalla sua la certezza di poter contare su spunti prestazionali del tutto analoghi a quelli del team spagnolo.

Sei i team sulla linea di partenza, quindi, perché Vestas 11th Hour Racing, terza forza della graduatoria, è già in viaggio alla volta di Auckland, dove arriverà via cargo in tempo per ultimare le riparazioni necessarie a ripristinare i danni generati dall’urto con il peschereccio cinese costato la vita a un pescatore.

 

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