Volvo Ocean Race: Arrivato anche AkzoNobel, ora riposo e lavori a bordo

E’ stato un finale difficile di una tappa difficile che ha visto il team guidato da Simeon Tinepont perdere contatto con il resto della flotta a causa di un incidente tecnico, che ha danneggiato la rotaia della randa sull’albero durante una strambata con vento forte nell’Oceano meridionale. Non potendo navigare con la randa e dovendo rallentare per poter effettuare i lavori, il team ha perso diverse centinaia di miglia dagli avversati ed è rimasto anche intrappolato in un sistema meteo meno favorevole che lo ha ulteriormente rallentato.

“E’ stata una di quelle tappe che ti rendono più forte caratterialmente.” Ha detto il watch captain Chris Nicolson. “Ti insegnano che anche un piccolo errore può trasformarsi in un problema grande, e in un momento cruciale per la regata. Devi solo fare del tuo meglio e vedere come va. E’ stato bello vedere che tutti hanno tenuto e si sono dati una mano l’un con l’altro. Abbiamo avuto un bel mix di scherzi e cose serie fino al traguardo di oggi. Credo che sia positivo per il futuro. Ma non potremo più permetterci una tappa così.”

Ora il team dovrà mettere a terra l’albero per effettuare delle riparazioni più accurate durante la tappa di Melbourne, che è molto corta. La Leg 4 infatti partita il prossimo martedì 2 gennaio. E anche i velisti dovranno rimettersi in forma.

“Fortunatamente il resto della barca è a posto.” Ha detto lo skipper Simeon Tienpont. “La riparazione dell’albero sarà fatta dallo staff del Boatyard e dal costruttore Southern Spars. Abbiamo dei lavoretti da fare a bordo ma riusciremo anche a riposarci. A un certo punto qualche giorno fa, ci siamo resi conto che non avremmo potuto recuperare sugli altri quindi abbiamo deciso di cambiare il sistema delle guardie per fare in modo he nessuno si stancasse troppo e che si potessero fare gli altri lavori. Tutti sono in buona salute e abbastanza riposati. Andrà tutto bene.”

La Leg 3 ha portato la flotta da Città del Capo, in Sudafrica, a Melbourne, in Australia per oltre 6.500 miglia nel temibile e durissimo Southern Ocean ed è stata vinta da MAPFRE, che è primo anche nella generale; Dongfeng Race Team ha chiuso in seconda posizione e Vestas 11th Hour Racing in terza.

Team Brunel, con l’italiano Alberto Bolzan, che ha terminato in quarta piazza, ha stabilito il record di percorrenza sulle 24 ore sponsorizzato da Omega, con 538,1 miglia alla media di 22,4 nodi proprio il giorno prima dell’arrivo. In quinta posizione Sun Hung Kai Scalliwag e in sesta Turn the Tide on Plastic, con la triestina Francesca Clapcich.

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