Peter Burling:”Passi indietro per l’America’s Cup se si allontana dai catamarani foil”

Si preannunciano giorni caldi, caldissimi, torridi. E non solo per l’intensa alta pressione che in questi giorni sta attraversando la penisola Italiana.

Il riferimento è all’America’s Cup ed al tanto atteso protocollo, che come vi abbiamo già anticipato è atteso per i primi giorni di settembre. Già confermata la data, nell’estate Neozelandese del 2021, così come la nazionalità dei team, resta ancora da sciogliere il nodo più atteso e cruciale: quello dell’imbarcazione. Il Royal New Zealand Yacht Squadron, Defender della 36^ America’s Cup, e il Circolo della Vela Sicilia, in qualità di Challenger of Record, insieme ai loro rispettivi team – Emirates Team New Zealand e Luna Rossa Challenge sono ora ad un bivio: proseguire con i catamarani volanti o intraprendere una nuova strada.

Fino a poche ore fa quella della nuova strada sembrava l’ipotesi più probabile, con un nuovo maxi-mono scafo dotato di foil, nell’immaginario collettivo molto simile a quelli che saranno i monotipi che affronteranno la Volvo Ocean Race nelle prossime edizioni.

A buttare ulteriore benzina sul fuoco però ci ha pensato Peter Burling, l’astro nascente della vela mondiale che nel suo curriculum di ventiseienne vanta già due medaglie olimpiche, primo a vincere 4 Campionati del Mondo consecutivi (2013, 2014, 2015 e 2016) nella classe 49er e fresco detentore al timone di Emirates Team New Zealand della 35esima America’s Cup. A margine di un’intervista a Radio Sport, un’emittente radiofonica NeoZelandese, dall’Italia dove si trovava per il Mondiale della Classe Moth a Malcesine Peter Burling ha amesso che perdere le velocità che si sono raggiunte grazie ai catamarani foil sarebbe senza dubbio un passo indietro per la Coppa e per lo spettacolo.

Insomma, si prannuncia un agosto di fuoco.

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