America’s Cup, quasi quasi ritorno. Parola o pensiero di Ernesto Bertarelli

È il grande tormentone di questi giorni nelle banchine di Bermuda, dove si stanno svolgendo le regate finali della Coppa America.

Stiamo parlando delle voci – sempre più ricorrenti – che vorrebbero il ritorno Ernesto Bertarelli nel grande circo dell’America’s Cup. Proprio lui che è stato il primo a vincere il trofeo nell’Europa continentale e che ha organizzato la 32a America’s Cup a Valencia, in una delle edizioni di maggior successo dal dopoguerra. Motivazioni queste che spinsero lo scorso ottobre lo storico New York Yacht Club ad inserire il patron di Alinghi nell’America’s Cup Hall of Fame, l’istituzione che rende onore a tutti coloro che hanno dato un contributo significativo al più importante trofeo velico della storia moderna.

I rumor in banchina vorrebbero il team di Alinghi, che da sempre ha una grande simpatia verso i catamarani, come il prossimo challenger of record in caso di vittoria di Emirates Team New Zealand. Tradotto, qualora i kiwi dovessero vincere la Coppa, Alinghi sarebbe il primo a lanciare la sfida ai Neozelandesi e quindi di diritto gli spetterebbe scrivere il protocollo della gara insieme ai vincitori rappresentando anche il resto degli sfidanti.

I dubbi restano, come è giusto che sia, ancora tanti. Uno su tutti l’effettiva volontà di Ernesto Bertarelli di rientrare in gioco, ma anche – ed è cosa non da poco – la linea che sceglierà l’eventuale vincitore, se proseguire (e a nostro avviso sarà così) sui moderni catamarani o se strambare (e non a caso usiamo questo termine) sui monoscafi.

C’è poi la sfida italiana, con Land Rover BAR che si è già detto ben disposto all’idea di avere un team satellite italiano, ma anche e soprattutto l’idea di un ritorno di Luna Rossa. Ma per tutto questo c’è ancora tanto tempo, nel frattempo godiamoci questa finale.

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