Vela da diporto e regate, i ‘velisti della domenica’ scrivono a Francesco Ettorre

Sta riscuotendo parecchio consenso in queste ore la lettera aperta pubblicata su FareVela che Corrado Perini e “tanti altri velisti della domenica” hanno indirizzato a Francesco Ettorre, attuale numero due di Corte Lambruschini e (al momento) candidato unico alla prossima presidenza della Federvela italiana.

Nel banco degli imputati alcune parti contenute nella normativa federale per le manifestazioni veliche del diporto e nella La normativa federale per la vela d’altura.

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera

Egregio Dott. Ettorre
Abbiamo appreso della Sua candidatura alla Presidenza FIV e ci permettiamo di scriverle questa lettera che abbiamo la presunzione di credere rappresenti gli interessi di tanti “velisti della domenica”, ne esprima il loro malcontento, ne riassuma le loro aspirazioni e rivendicazioni per una vela più libera e più facile anche ai livelli “infimi” delle regate sociali che certamente non forniscono campioni nazionali e internazionali o velisti olimpici, ma rappresentano il puro divertimento di milioni di appassionati e sostenitori di circoli e, attraverso questi, della vela e della Federazione.
Il profondo senso di insoddisfazione nasce fondamentalmente da una serie di norme contenute in due regolamenti emanati dalla FIV:
1) La normativa per le manifestazioni veliche del diporto

Questa Normativa esclude l’applicazione del Regolamento di regata ISAF (“non potrà, in alcun modo, essere applicato”), cancella tutta la terminologia normalmente in uso nel mondo delle regate (il bando di regata diventa un avviso di manifestazione e così via), induce ad una navigazione che “non avrà caratteristiche tecniche” (“sono da evitare triangoli con lati corti ed incroci in acque ristrette”), non ammette imbarcazioni dedicate all’attività sportivo – agonistica e imbarcazioni in possesso di certificati di stazza, le classifiche (che nelle precedenti edizioni della normativa non erano nemmeno contemplate) sono adesso concesse a caratteristiche omogenee e senza alcun sistema di compenso, è consigliata la navigazione a vele bianche e, ultimo ma non ultimo, “l’utilizzo improprio dell’attività velica del diporto a fini sportivo – agonistici sarà soggetto a provvedimenti disciplinari”. Giova ricordare come in precedenti edizioni della Normativa fosse inibita anche la prassi della premiazione, consigliando, nel caso fosse previsto un momento di aggregazione post regata, di consegnare dei premi a sorte tra i partecipanti.

Fa sorridere pensare che questa Normativa appaia tra l’attività promozionale FIV quando di promozionale non ha proprio niente, anzi la troveremmo proprio disincentivante e umiliante per il “velista della domenica” armatore di una vecchia imbarcazione da crociera con la quale parteciperebbe volentieri ad attività di circolo o intercircoli, conoscendo il Regolamento di Regata e sapendo perfettamente destreggiarsi in un percorso piccolo dove la barca a mure a dritta ha diritto di precedenza su una barca a mure a sinistra, una barca interna ha diritto alla boa su una barca esterna e così via.

Beh, ma allora per tutti questi c’è:
2) La normativa federale per la vela d’altura
Peccato che, leggendo, questa normativa appare evidente fin dall’inizio che non è dedicata al velista di cui sopra, infatti:
 I tesserati Cadetti non potranno partecipare all’attività della vela d’altura, il che implica direttamente che non è questa la vela cosiddetta “familiare”
 Le imbarcazioni devono essere in possesso di un certificato ORC per l’elaborazione delle relative classifiche in tempo compensato; per le attività di circolo è consentito l’utilizzo di sistemi diversi ma solo per suddividere la flotta in classi e senza utilizzarlo per modificare la classifica in tempo reale
 Le imbarcazioni devono essere in possesso di un numero velico che viene assegnato dall’UVAI e devono annualmente rinnovare il certificato di rating ORC

Dopo aver letto attentamente tutte queste normative qui molto succintamente riassunte, il velista della domenica rimane perplesso, così come l’addetto sportivo del relativo circolo con la darsena piena di vecchie imbarcazioni da crociera per le quali non ha senso e non è proprio il caso spendere annualmente tra le € 100,00 e le € 150,00 per un certificato ORC che, peraltro, non sarebbe nemmeno premiante in confronto ad imbarcazioni di nuova generazione costruite proprio su quel regolamento.

Cominciano ad affacciarsi i primi dubbi, in particolare che l’attività promozionale della FIV non sia in realtà promozionale per la vela in generale ma per l’ORC e l’UVAI in particolare; di fatto cosa dobbiamo fare noi velisti tesserati e perfettamente a conoscenza del Regolamento di Regata (anche perché magari regatiamo abitualmente in altre classi monotipo), proprietari di un vecchio Grand Soleil piuttosto che di un altrettanto vecchio Comet che non vale obbiettivamente la pena stazzare ORC e, paradossalmente, se stazzato pagherebbe un compenso ad imbarcazioni più moderne e più veloci costruite su una logica progettuale conforme ai regolamenti ORC?; cosa deve fare un circolo che vuole organizzare una domenica in vela per i soci armatori delle tante vecchie imbarcazioni da crociera che popolano le nostre darsene?, perché non possiamo emanare un bando di regata per una regata sociale, non possiamo utilizzare un Regolamento di Regata, non possiamo compensare i nostri tempi di arrivo con formule e sistemi gratuiti ma molto più consoni alle caratteristiche delle nostre imbarcazioni (per inciso non è che negli ultimi tempi l’ORC abbia dato grande prova di sé!!!), non possiamo gioire per un lato di bolina condotto dalla parte giusta e per una classifica che riconosce il fatto che con un piccolo Meteor sei arrivato vicino ad una imbarcazione più grande e quindi l’hai passata in tempo compensato?.
La Normativa per le veleggiate è la nuova legge razziale applicata alle barche a vela, ugualmente spregevole e disincentivante, altroché promozione; la promozione si fa invogliando la gente ad andare in barca, spronandola a fare regate e a mettersi in gioco, adottando, sia pure embrionalmente, le regole del gioco che sono i percorsi “tecnici”, le partenze con le dovute procedure, le precedenze e i diritti di rotta previsti dall’ISAF, le classifiche che in qualche modo tentano di premiare il più bravo e non solo il più veloce o la barca più grande.

Chi gioca a calcio per piacere, nei campetti di periferia piuttosto che (da noi nel veneziano) nelle calli, adotta le regole del calcio “vero”, il fallo laterale, il corner, il fuorigioco, il fallo di mano continuano ad esistere anche nella peggiore delle partite tra scapoli e ammogliati e questa è promozione, non il divieto di utilizzare regole sacre; promozione è sentirsi emuli di Maradona o, nel nostro caso, per aver indovinato un bordo, di Giulia Conti, non essere umiliati ad una partenza senza procedure, ad un percorso senza bordi, ad una classifica senza criteri; promozione è portare in barca e in regata la moglie, il marito, i figli e i nipoti e fare loro assaporare il gusto della regata non la cosiddetta “corsa dei cavalli”.

Dott. Ettorre, la FIV cambierà pelle con la prossima Assemblea Nazionale, il Consiglio Federale sarà quasi completamente rinnovato, la Presidenza cambierà persona, spesso cambiare le persone non serve a cambiare una attitudine ma noi speriamo di si e auspichiamo che Lei e chi con Lei, siate portatori di una nuova mentalità promozionale che riporti in primo piano la vela di base che è quella dei circoli, dei campionati sociali, del puro divertimento e del sano agonismo che si conclude con una bevuta collettiva discutendo di regole, ingaggi, precedenze e litigando magari anche sulla effettiva lunghezza della barca o sulla misura della P.

Confidiamo in Lei, buon lavoro
Corrado Perini, tessera FIV 34549 e tanti altri velisti della domenica

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