Undici punti monitorati da Goletta Verde nelle coste del Veneto: Fortemente inquinata la Foce del Po

È stato giudicato “fortemente inquinato” il prelievo effettuato alla foce del Po delle Tolle a Porto Tolle (in località Barricata), a dimostrazione che va mantenuta alta l’attenzione sulla corretta depurazione dei comuni dell’entroterra e costieri per evitare che carichi inquinanti non adeguatamente trattati possano mettere a rischio la qualità del mare. Ma i pericoli non arrivano solo dalla cattiva depurazione: a preoccupare è anche l’ascesa dei reati che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato
nel corso del 2015 lungo le coste regionali: un incremento quasi del doppio rispetto allo scorso anno, in pratica 5,1 reati per ogni chilometro di litorale. Così come da tenere sotto osservazione è il problema, troppo spesso sottovalutato, dei rifiuti galleggianti, così come dimostrano i primi dati raccolti da Legambiente nell’ambito della seconda edizione della campagna Don’t Waste Venice – realizzata con il supporto di Ispra Chioggia – che ha monitorato all’Isola della Certosa 804 rifiuti sui circa 18 km percorsi,
di cui 87% è plastica.

Legambiente chiede quindi a Regione e amministrazioni comunale di verificare le situazioni di criticità ancora presenti sul fronte della depurazione e allo stesso tempo di intensificare i controlli contro chi continua a deturpare una delle maggiori risorse di questo territorio.

È questo il bilancio del monitoraggio svolto in Veneto dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e il sostegno dei partner tecnici NAU e Novamont. L’istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa presso il Polo Nautico Vento di Venezia all’Isola della Certosa da Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto; Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde; Alberto Sonino, amministratore delegato “Vento di Venezia”; Francesca Ronchi, ricercatrice Ispra.

Legambiente ha presentato questa mattina anche i dati del dossier Mare Monstrum 2016: i reati ai danni del mare che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato in Veneto nel corso del 2015 sono stati 813 (in netta crescita rispetto ai 436 dell’anno precedente) con 871 persone arrestate e  denunciate e 228 sequestri. A fare la parte del leone i reati relativi alla pesca di frodo dove le forze dell’ordine hanno scoperto 360 infrazioni (con altrettante persone denunciate e arrestate e 59 sequestri) e a seguire le infrazioni relative alla cattiva depurazione e agli scarichi selvaggi che sono state 225 (con 233 persone denunciate e 118 sequestri). Alti anche i reati legate al ciclo del cemento, settore nel quale sono state registrate 143 infrazioni accertate, 191 persone denunciate e 27 sequestri. Da citare, i reati relativi alla navigazione fuorilegge: 85 i reati contestati, con 87 persone denunciate.

“Sebbene i dati dei monitoraggi effettuati dai nostri tecnici di Goletta Verde mostrano un quadro sostanzialmente positivo, sul fronte degli oltraggi al nostro prezioso patrimonio ambientale resta ancora molto da fare – dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde – a partire dal tema della cementificazione e degli abusi edilizi che rovinano irreparabilmente la bellezza delle nostre coste. Così come in tema di trivellazioni e ricerca petrolifera che danneggiano e mettono a repentaglio l’ecosistema
marino, ma anche scarichi e sostanze inquinanti che in mare vengono sversate ogni giorno. Senza dimenticare il tema dei rifiuti in mare e sulle nostre coste, la cui presenza è, purtroppo, sempre più forte. I dati del dossier Mare Monstrum però dimostrano anche in Veneto l’importante lavoro svolto nell’ultimo anno da investigatori e inquirenti che dal maggio dello scorso anno hanno a disposizione un nuovo strumento, la legge 68/205 che inserisce i reati ambientali nel codice penale. Un passo avanti fondamentale sul quale occorre sempre più una sinergia tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini per scovare e denunciare chi inquina”.

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