Briccole, sarebbero oltre 60 mila quelle da sostituire. Se ne occupa anche Striscia

Sono circa 90mila le briccole presenti nei canali della Laguna Veneta, a delimitare secche e canali. Di queste, secondo i meglio informati sarebbero almeno il 70% quelle pericolanti, da sostituire o addirittura vaganti per i canali. Numeri enormi se si pensa che sono “appena” 40 mila i mezzi galleggianti veneziani che ogni giorno navigano per le vie della serenissima.

Il problema briccole e quindi incolumità per chi naviga in laguna è ancora di stretta attualità, ed a tenere alta l’attenzione ci pensa Mirco Bodi, ex assessore comunale di Cavallino-Treporti che è in prima linea sulla questione bricole pericolanti in qualità di rappresentante dei 1340 diportisti del “Gruppo diportisti laguna veneta” istituito su Facebook.

Gli enti la smettano di rimpallarsi le responsabilità di questa situazione di estremo pericolo – protesta tra le righe di un articolo apparso stamani su La Nuova Venezia Bodi – a danneggiare le bricole da sempre è un mollusco bivalvo chiamato “teredine” che si nutre del legno obbligando a un monitoraggio periodico con necessaria manutenzione che da troppo tempo non viene compiuta. Il problema è sorto quando le competenze su questa materia dal Provveditorato sono passate alla Città metropolitana. Nessuno interviene perché manca il decreto attuativo che doveva essere approvato entro marzo 2015 trasferendo le competenze. Il problema ulteriore è che la Città metropolitana di Venezia non è ancora operativa in tal senso e forse non avrà le risorse per esserlo

Sono fortemente preoccupato per l’aumento degli incidenti in laguna dovuti all’erosione delle bricole –  spiega a La Nuova Venezia Bodi – la loro pericolosità, per la mancanza di segnalazioni che provocano cadendo corrose, sporgendo con i monconi staccati, minano la sicurezza e l’incolumità dei circa 30 mila diportisti privati, e dei 10 mila tra mezzi commerciali e pubblici che attraversano quotidianamente la gronda lagunare. Se cadendo in laguna interrompono la sequenza di delimitazione di un canale ogni 50 metri, spesso provocano l’uscita dalla traiettoria del canale delle barche e dei traghetti facendoli finire in secca, soprattutto in caso di nebbia, oppure danneggiandone violentemente gli scafi in corsa se galleggiano a filo d’acqua“.

Del caso se ne è occupato anche Moreno Morello, l’inviato di Striscia la Notizia. Il caso sarà trasmesso nei prossimi giorni sul tg satirico di Canale 5.

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