Il Bucintoro, la storia del superyacht fantasma di Raul Gardini

Oggi è una barca fantasma ed in pochi conoscono la sua storia: il suo nome è “Bucintoro” e si trova, oramai da quasi 10 anni, in un canale di Porto Marghera.

Progettata dai cantieri Tencara di Marghera – gli stessi che hanno dato vita ad imbarcazioni storiche della vela italiana come Il Moro di Venezia e Mascalzone Latino –  nei primi anni 90, sarebbe dovuta divenire uno degli yacht a vela più belli del mondo, costruito con lo scafo in fibre speciali.

60 metri di lunghezza ed una linea che – a vederla – ancora oggi potrebbe far invidia ai migliori progettisti navali. Lo scafo sarebbe dovuto essere armato con due alberi in alluminio, di cui il più grande di circa 70 metri, realizzati dall’azienda Sparcraft. La stessa fece già costruire una una costosissima dima per estruderne il profilo. Un’armo imponente con un sartiame che avrebbe dovuto vedere la V1 di un diametro di circa 3 centimetri.

Voluta e di propietà di Raul Gardini, secondo quanto riporta il Corriere della Sera del 31 dicembre 1992 a pagina 37, sarebbe stata commissionata con l’idea di fare il giro del mondo in meno di 80 giorni.

Una storia non semplice quella del Bucintoro già messa in vendita dalla Montedison dopo il suicidio del Re della chimica ad un prezzo vicino ai 30 miliardi di lire restò invenduta.

La Nuova Venezia nel maggio del 2008 ne ha ripercorso la sua lunga storia, durata più di un quarto di secolo, per lo più passati su un piedistallo davanti al gigantesco hangar dei cantieri Tencara che dopo essere diventati famosi nel mondo per la costruzione del «Moro», sono stati acquisiti nel 1999 da un’imprenditore veneziano che, dopo il varo di «Mascalzone Latino» nel 2002, annunciò, improvvisamente, la chiusura senza appello di Tencara.

Nel frattempo lo scafo del «Bucintoro» è rimasto in mostra sulla banchina della Tencara ormai chiusa.

Nel 2004 lo scafo venne acquistato da un’imprenditore padovano per poche migliaia di euro, ma al primo tentativo del nuovo armatore di mettere in acqua la barca per portarsela via, la gru che lo doveva sollevare danneggiò la banchina. L’operazione fu sospesa, il Bucintoro restò al suo posto sul piazzale e l’armatore citato in tribunale per danni dal proprietario della banchina.

Solo nel 2008, al termine di una complicata vicenda legale, l’imbarcazione viene varata, ma da allora la barca è lì, in acqua in attesa di salpare per una meta che risulta ancora sconosciuta.

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