Verona, nasce un nuovo salone nautico

Potrebbe essere maggio 2016 la data per il debutto di una fiera dedicata alla piccola e media nautica a Verona. Dopo una dichiarazione en passant del direttore generale Giovanni Mantovani, rilasciata a margine del racconto di interessanti prospettive per il polo veneto, sembra essere concreta la presenza in calendario dell’evento. Anche se definirlo semplicemente fiera sarebbe riduttivo.

Da una chiacchierata con Emanuele Spadaro e i suoi partner, ai quali è stato affidato un primo sondaggio tra i protagonisti del settore, per vagliare il gradimento e la partecipazione, è chiaro che il progetto ha ambizioni più ampie perché vuole affiancare alla parte espositiva, l’opportunità di prove in acqua, la promozione del turismo nautico in Italia, la presenza di show indirizzati ad un pubblico che cerca un primo approccio con l’universo acquatico. Canoa, kayak, kite, surf, subacquea, pesca: tutti elementi che completeranno l’offerta accanto al segmento principale della piccola e media nautica e dei suoi accessori in un territorio ideale per ospitare l’appuntamento, rilevante sia sotto il profilo B2B sia B2C.

La zona, con l’area limitrofa, è strategica per il mercato ma soprattutto è il punto di riferimento per quel turismo che arriva da Austria, Germania e Svizzera ed è ospite abituale delle sponde dei laghi italiani.

Poiché il format sarebbe una fiera mercato di respiro nazionale, all’interno si potrebbero acquistare e/o vendere i prodotti esposti o anche avviare relazioni commerciali future.

Un’idea diversa, ispirata alla filosofia dei maggiori saloni nautici europei in rilancio. Si guarda all’intrattenimento, alla famiglia, all’impatto emotivo nell’acquisto, alla capacità concreta di incontrare clienti e potenziali clienti. Per il resto, c’è ancora riservatezza assoluta circa i dettagli e le presenze. L’esposizione di Verona Fiere è un primo passo importante che fa immaginare uno stato avanzato dei lavori.

Il parco nautico non immatricolato è stimato complessivamente pari a circa 504.000 unità, composte da: 365.000 unità a motore, 130.000 unità tra canore, kayak, pattini, e altri per uso sportivo e a remi, 9.000 unità minori a motore.

Le stime quindi sul parco nautico complessivo, che include tanto le 504.000 unità non immatricolate, quanto le 103.493 immatricolate ma inferiori ai 10 metri di lunghezza, risultano pari a circa 607.500 unità totali, di poco inferiori alle 610.00 unità stimate nell’anno precedente (2012).

Un dato positivo e più aggiornato relativo alla tendenza del comparto della “nautica minore” lo fornisce ICOMIA (International Council of Marine Industry Associations) relativamente alla vendita di motori fuoribordo in Italia. Nella stagione 2013/2014, cioè nel periodo dal 1 settembre 2013 al 31 agosto 2014, le vendite in Italia hanno registrato un miglioramento di circa 6 punti percentuali. La fascia di potenza dove si è vista la migliore performance è quella dei 40 cavalli, che rappresenta la potenza massima guidabile senza patente nautica; ottimi risultati anche nelle fasce tra i 201 ed i 250hp e nei più piccoli 20-25hp. Per contro si è registrata una flessione nelle motorizzazioni più piccole tra i 2,5 e i 6 cavalli, che rappresentano il più delle volte motori per i tender, i quali soffrono inevitabilmente della riduzione delle vendite di nuove imbarcazioni immatricolate, yacht, e di conseguenza dei tender per le stesse.

Questo vuol dire che, nonostante la crisi, la recessione e quant’altro abbia colpito negli ultimi anni il nostro Paese, esiste comunque ancora uno “zoccolo duro” di utenza numericamente interessante che alla propria barca, pur piccola, non sa o non vuole rinunciare.

Fonte: PressMare

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