Volvo Ocean Race, la Leg 6 in dettaglio

Percorso: da Itajaì in Brasile a Newport Rhode Island, USA – Lunghezza: 5.010 miglia

Si tratta di una tappa più costiera, ma con alcune insidie e opzioni oceaniche da prendere in considerazione. La frazione ha anche un valore storico, visto che sarà la prima volta che il giro del mondo arriverà a Newport, nello stato nordamericano del Rhode Island, che insieme alla neozelandese Auckland è considerata come una delle capitali mondiali della vela.

Nel tratto seguente alla partenza da Itajaí, il clima potrebbe rivelarsi molto variabile e con frequenti temporali. La domanda cui dovranno rispondere i team è: sotto costa o al largo? E ancora, meglio sfruttare le arie termiche prodotte dalla terraferma oppure le brezze di mare? Non facile visto che la brezza di terra è una caratteristica delle zone costiere del Brasile ma non si può certo considerare come una variabile costante. Il problema strategico successivo sarà come “girare l’angolo” del Brasile a Recife. Sono due i fattori da tenere in considerazione e per cui trovare un equilibrio, più si va al largo e più il vento dovrebbe essere stabile, ma in questo caso si fa più strada. C’è una regola non scritta che dice: stare a 10 miglia dalla costa oppure a oltre 100 miglia. Esiste u’altra componente importante, ossia la corrente brasiliana che corre lungo la costa da Recife a Buenos Aires in direzione sud e sulla quale i navigatori potrebbero cercare giocare a loro favore.

Una volta allontanatisi dalla costa brasiliana i team cercheranno di entrare nel flusso degli alisei di sud-est. In teoria gli alisei dovrebbero stabilizzarsi non troppo a nord di Rio. Una volta entrati in questo flusso, far correre al massimo la barca è la vera priorità prima del passaggio dei Doldrum, la zona delle calme equatoriali, che segue e che gli equipaggi attraverseranno per la quarta volta dall’inizio del giro. Dovrebbe trattarsi di un passaggio relativamente semplice, ma come sempre il gioco delle nuvole e dei temporali potrebbe essere importante. Inoltre, coloro che si portassero troppo a est una volta entrati nell’emisfero nord, potrebbero vedersi obbligati a fare molta strada di bolina.

La sezione finale è potenzialmente la più complessa. La flotta farà rotta nord-ovest lontano dall’influenza dell’alta pressione delle Azzorre e nel cammino dei sistemi depressionari che si formano nel continente americano per dirigersi verso l’Europa. Il comportamento di questi sistemi è cruciale nell’approccio a Newport, soprattutto in un periodo dell’anno dove è possibile incontrare formazioni meteo piuttosto intense.

Nel tratto di avvicinamento alla costa USA, grosso modo dalla latitudine di Miami fino a Newport, i navigatori possono optare per rimanere nella Corrente del Golfo, il cosiddettoGulf Stream,e rimanere più al largo per giocare con i sistemi meteo della zona fino ad arrivare alle coste del Rhode Island, che spesso sono caratterizzate da venti deboli e instabili, soprattutto nelle ultimissime miglia.

L’animazione della sesta tappa

L’intervista ad Alberto Bolzan

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