Low Noise II: l’intervista a Duccio Colombi, timoniere del Fuoriserie 9,98

Tra le novità più attese dell’imminente stagione alturiera va senza dubbio indicato Low Noise II, l’Italia Yachts 9.98 Fuoriserie disegnato da Matteo Polli e scelto da Giuseppe Giuffré per allungare la già importante serie di successi ottenuti con il primo Low Noise, l’M37 nato dall’estro di Maurizio Cossutti che, a oggi, è tra le barche più titolate nel mondo delle regate a compenso.

A raccontare passato, presente e futuro del team dell’Armatore dell’Anno 2014, da oltre un lustro seguito da North Sails, è Duccio Colombi, timoniere di entrambe le imbarcazioni e titolare di Phi!Number, società di consulenza che si occupa di ottimizzare i progetti agonistici degli armatori.
D: Nell’ambiente alturiero si respira aria di attesa: sono in molti a domandarsi se Low Noise II sarà in grado di ripetersi ai livelli del suo predecessore e dei suoi tre titoli iridati, due europei e due italiani…
DC: Una serie di successi importanti, frutto di un progetto pressoché perfetto, che siamo riusciti a mantenere competitivo sino all’ultimo. Oggi possiamo affermare che, nel corso degli anni, grazie a una serie di interventi mirati abbiamo donato alla barca tre vite: siamo partiti dal modificarne la chiglia, passando dal layout originale a uno a T, per poi passare all’ottimizzazione del piano velico e del dislocamento.
D: In tutto questo come è iniziato e si è sviluppato il rapporto di collaborazione con North Sails?
DC: E’ nato tutto in modo molto naturale, poiché Giuseppe Giuffré navigava con North Sails già dai tempi del primo successo all’Italiano ORC, dove a seguirlo era stato Daniele Cassinari. Visto l’apprezzamento espresso dall’armatore, e considerate le esperienze pregresse di ognuno di noi, non abbiamo avuto alcun dubbio nel proseguire lungo quella strada. Lo staff North, e Luca Catozzi in particolare, è sempre stato molto presente e ha realizzato profili che, di volta in volta, hanno vestito alla perfezione la barca, garantendole velocità e affidabilità con prodotti come il 3Di e il 3Di RAW, che siamo stati tra i primi a utilizzare su una barca da altura sotto i quaranta piedi. L’esperienza North si è rivelata molto utile anche nelle fasi di ottimizzazione, come quando abbiamo deciso di mettere mano al piano velico, allungando la J ai massimi e variando le dimensioni degli spinnaker.

D: Com’è nata l’idea del cambio barca?

DC: Il cambio barca è stato determinato da una serie di fattori. In primis la voglia di Giuffré di intraprendere nuove sfide dopo aver raggiunto tanti successi. E poi la voglia di mettere alla prova il talento di Matteo Polli, il giovane – e fino a quel momento sconosciuto – designer che in questi anni ci aveva guidato con successo nelle modifiche dell’M37. Questa volta ‘Peppino’ (Giuseppe Giuffré, ndr.) puntava a una barca ancora più tecnica e soprattutto con carichi di lavoro inferiori.
D: Come si è giunti alla scelta di Matteo Polli e del suo Italia Yachts 9.98?
DC: A scegliere Matteo Polli come progettista del nuovo Low Noise è stato ancora una volta Giuseppe Giuffré e anche in questo caso l’equipaggio lo ha seguito con grande entusiasmo. Nonostante la giovane età, Polli vanta un notevole bagaglio di esperienza, acquisita studiando presso l’Università di Southampton, tra le più quotate in fatto di ingegneria navale, e collaborando con lo studio di Maurizio Cossutti. Per quanto mi riguarda è un talento e un innovatore, che ci ha coinvolto durante ogni singola fase della progettazione: ne è nato un vero e proprio laboratorio, all’interno del quale ognuno ha potuto esprimere le proprie idee con l’obiettivo di giungere alla definizione di una strategia comune. Low Noise II è il frutto di un approccio tipico del mondo della Formula 1 dove il pilota, in questo caso l’equipaggio, collabora gomito a gomito con gli ingegneri comunicando sensazioni e riportando dati oggettivi.
D: I risultati di Lavagna, dove avete vinto dieci delle undici prove disputate nell’ambito dell’Invernale, sono incoraggianti ma resta il fatto che essendo l’Italia 9.98 più piccolo dell’M37, in regate più competitive potreste trovare maggiori difficoltà a emergere dal gruppo e a raggiungere rapidamente l’aria pulita…
DC: Devo ammettere che questo era uno degli aspetti che ci preoccupavano maggiormente, ma stando ai primi dati pare che le differenze prestazionali tra le due barche siano molto contenute. Certo, parliamo di test preliminari, con registrazioni dei dati realistiche realizzate prevalentemente in condizioni particolari – vento freddo e “denso” da terra e mare piatto – e che quindi devono essere prese con le pinze, ma quanto visto tra le boe dell’Invernale del Tigullio, dove la flotta è piuttosto eterogenea e non mancano scafi performanti sotto l’egida del regolamento ORC, ci ha soddisfatto non poco.D: Anche Low Noise II ‘vestirà’ North Sails: come procede il progetto vele?

DC: Anche in questo caso la North Sails, che ha partecipato al laboratorio del quale parlavo poco fa, si è mostrata in stato di grazia. Il primo gioco di vele, realizzato in 3DL, si è subito rivelato adatto alle caratteristiche della barca e questo ci rende impazienti di provare il set che faremo confezionare in vista del Mondiale di Barcellona, quando conosceremo le peculiarità di scafo e piano velico in modo ancor più approfondito.
D: Scafi e vele sono importanti, ma a portare le barche oltre la linea di arrivo sono gli equipaggi e appare quanto meno evidente che in tal senso il Low Noise Sailing Team abbia trovato qualcosa di molto simile a un elisir di lunga vita…
DC: Un elisir che ha come ingrediente principale la forza del gruppo: anche in questo caso ampi meriti vanno riconosciuti a Giuseppe Giuffré che, sin dal principio, ha preferito contare sul lavoro di squadra piuttosto che sulla presenza di qualche super professionista. E’ stato fatto un percorso mirato alla crescita del singoli e al conseguente sviluppo delle sinergie in fase di manovra. Attività che ci ha permesso di vivere un crescendo in fatto di risultati e di fare nostri tutti gli eventi cui abbiamo preso parte nel 2014: tra gli altri la Settimana Internazionale di Aassio, Pasquavela, Il Campionato Nazionale del Tirreno di Napoli, il Campionato del Mediterraneo a San Vito lo Capo oltre l’Europeo e il Mondiale ORC rispettivamente a Valencia e Kiel.
D: La vostra crew list è nota ai più, vogliamo comunque ricordarla in chiusura di intervista e raccontare su quali campi di regata sarete protagonisti nel corso del 2015?

DC: Oltre a Giuseppe Giuffré e al sottoscritto, presenti nei ruoli di randista e timoniere, a bordo di Low Noise ha avuto un ruolo fondamentale la collaborazione con il tattico Lorenzo Bodini che ci seguirà anche nel 2015. E poi il tailer Maurizio Loberto e Benedetto Coviello, il pit Donatella Ferretti e i prodieri Alessandro Siviero e Paolo Mandina. Archiviato l’Invernale di Lavagna saremo di scena alla Settimana Internazionale di Alassio, a Pasquavela, al Gavitello d’Argento, al Trofeo Accademia Navale, al Campionato Nazionale del Tirreno, al Mondiale ORC di Barcellona e alla Copa del Rey.

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