Volvo Ocean Race: La flotta nell’Indiano, vita dura per i velisti

 

Avendo superato il Capo Agulhas, ossia la punta che indica il passaggio da un oceano all’altro, la flotta dei sette Volvo Ocean 65 è ufficialmente entrata nell’Indiano. La vita a bordo è tutto tranne che confortevole, con vento forte e onde che spazzano la coperta e che danno seri problemi di equilibrio, la resistenza fisica dei 66 velisti è messa a dura prova. Se la prima notte era stata relativamente tranquilla per i team, la seconda ha dato qualche problema in più, causato soprattutto dallo stato del mare nella difficile zona della corrente di Agulhas.

Onde intorno ai 4 metri, corrente intorno ai 5 nodi, vento intorno ai 25/30 nodi hanno reso la seconda notte della seconda tappa della Volvo Ocean Race un po’ un “inferno” per i sette equipaggi. Cucinare e riposarsi è praticamente impossibile, e del resto i velisti non hanno una gran fame. Come ha raccontato Amory Ross da bordo del leader Team Alvimedica: “Lavorare è difficile, ci ho messo quasi un’ora a scrivere il mio blog oggi, e mangiare è ancora più difficile, nessuno si avvicina nemmeno al cibo e anche cose da nulla come versare il latte in polvere nella ciotola per mangiare un po’ di cereali può essere un problema, Charlie (Enright, lo skipper) lo ha appena fatto e la cucina adesso sembra una scena di un film dell’orrore.

Si mangia poco o nulla dunque e anche dormire, ammesso che gli equipaggi possano utilizzare il normale ciclo di turni, è tutt’altro che semplice. “Stiamo entrando nella routine molto lentamente, si dorme pochissimo, e in queste condizioni è più pesante. Ieri notte, Ñeti (Antonio Cuevas-Mons, il prodiere) stava dormendo nella cuccetta sopra la mia quando si è rotto l’attacco, mi è rovinato addosso ed è rimasto anche un po’ appeso per cercare di non rompere altro.” Ha raccontato Francisco Vignale, Onboard reporter di MAPFRE “Le barche sono tutte molto vicine, ci sono cinque nodi di corrente e in coperta sembra di stare su un sottomarino, sottocoperta le cose volano di qua e di là.”

Per il momento le barche non sembrano aver avuto problemi di carattere tecnico, solo Team Vestas Wind ha riportato danni alla randa, come ha spiegato l’Onboard reporter Brian Carlin: “Il primo piccolo incidente è stata la randa strappata, siamo certi che sia successo durante quella strambata violenta nella in-port a causare il danno. Tom (Jonson) che ha il ruolo di velaio si è messo al lavoro con Peter (Wilbroe) per ripararla. Quando tutti i pezzi di tessuto erano pronti e la colla cominciava a tirare, abbiamo ammainato la randa ed è stato fatto il lavoro. Ci è costato un po’ di tempo, non sappiamo quanto, ma qualcosa abbiamo perso. Era un male necessario e abbiamo fatto bene a farlo prima che le condizioni cominciassero a peggiorare.

Per quel che concerne le posizioni di classifica, la flotta è ancora guidata dai giovani di Team Alvimedica, con l’italiano Alberto Bolzan, la barca che si è tenuta più a nord di tutti, che ha tenuto un buon passo e il controllo sugli inseguitori più immediati, gli spagnoli di MAPFRE e i franco/cinesi di Dongfeng Race Team. Dopo due giorni di regata, i sette monotipo sono ancora tutti molto vicini, i primi cinque in sole 5,5 miglia, e sono solo poco più di 18 le miglia che separano i leader di Team Alvimedica e le veliste di Team SCA in settima posizione, che però hanno optato per una rotta più meridionale, il cui risultato sarà verificabile solo nelle prossime ore. Prossime ore in cui i navigatori dovranno prendere la decisione se e quando puntare la prua verso nord, in avvicinamento alla rotta ortodromica.

Navigare a vista con tre altre barche, ci ha dato la possibilità di valutare le nostre prestazioni in rapporto a loro, ma è certo che è anche un fattore di stress.” Racconta oggi Matt Knighton a bordo di Abu Dhabi Ocean Racing, leader della classifica provvisoria dopo la vittoria nella prima tappa. “A bordo c’è una strana mancanza di chiacchiere. In questa situazione ogni miglio, ogni piccolo guadagno non è da dare per scontato.

Se le condizioni di bordo non sono delle migliori,va detto però che le velocità di punta e sulle 24 ore sono di alto livello, con Team SCA che ha fatto registrare 24,4 nodi di top speed e MAPFRE che in un giorno ha percorso ben 517,3 miglia.

Le previsioni meteo fornite dal Race Control Centre di Alicante indicano per la sera una lieve diminuzione dell’intensità del vento di direzione ovest o ovest-sud-ovest che tornerà a crescere durate la notte, per raggiungere picchi di 30 nodi, soprattutto per coloro che si sono tenuti più a sud. E’ prevista un’oscillazione del vento anche di 15/30 gradi che tenderà a provenire da sud-ovest. Lo stato del mare continuerà a essere difficile, con onde sui 3 metri e si segnala anche la possibilità di temporali. La vita dei 66 velisti a bordo continuerà dunque a non essere delle più comode.

L’avanzamento dei sette team, con aggiornamenti ogni tre ore, si può seguire con lo strumento del tracker a questo link:http://www.volvooceanrace.com/en/virtualeye.html

 

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