Venezia, sfida in bacino di San Marco tra Maxi Yacht per il Venice Hospitality Challenge

Due getti d’acqua lanciati da altrettanti rimorchiatori Panfido daranno il via, sabato 18 ottobre, alla prima edizione di Venice Hospitality Challenge, la regata che porterà tra il Canale della Giudecca e Bacino San Marco sette spettacolari maxi yacht. Si tratta dell’evento velico creato da Mirko Sguario e sposato con entusiasmo dall’hôtellerie di alto livello veneziana, la quale ha colto nella regata l’occasione per rilanciare l’immagine di una Venezia d’eccellenza. L’antica repubblica marinara della Serenissima, la sua tradizione nautica e sportiva, in questo evento si uniscono al glamour e al turismo di qualità. Ecco che ogni imbarcazione porterà i colori di uno degli hotel sorteggiati per questa prima edizione: il The Gritti Palace e l’Hotel Danieli, due hotel Luxury Collection, l’Hilton Molino Stucky Venice, il Belmond Hotel Cipriani, il JW Marriott Venice Resort & Spa, Ca’ Sagredo Hotel, il St. Regis Venice San Clemente Palace.

Alle 14.45 davanti alla Stazione Marittima dopo un countdown di cinque minuti, i sette scafi lasceranno la linea di partenza in direzione della prima boa da lasciare a sinistra, posizionata di fronte alle Zitelle alla Giudecca. Se la direzione del vento quel giorno lo consentirà i sette maxi isseranno i colorati gennaker per scendere davanti a Piazza San Marco dando vita a uno spettacolo davvero unico. Il percorso prevede un doppio bastone davanti alla Piazza; dopodiché i sette giganti imboccheranno l’ultimo lato in direzione del Canale dell’Orfano, dove sarà posizionato l’arrivo. In acqua ci sarà lo scafo rosso del Moro di Venezia con lo skipper Claudio Carraro, la barca voluta da Raul Gardini, sponsorizzata dalla Montedison, e nata nei cantieri Tencara, che ha fatto sognare gli Italiani nell’America’s Cup del 1992. Quell’anno con Paul Cayard al timone il Moro si è aggiudicato la Louis Vuitton Cup strappando una storica vittoria sui neozelandesi, ma ha dovuto cedere di fronte alla supremazia statunitense lasciando la coppa più ambita agli americani. Di quel team regaterà sul maxi Pendragon nel Venice Hospitality Challenge Francesco Rapetti, che poi nel 2003 e nel 2007 come assistente all’albero vinse la Coppa America su Alinghi. E sempre su Pendragon regateranno i veneziani Enrico Zennaro, velista professionista del Circolo Nautico Chioggia con sette titoli mondiali all’attivo, Cesare Bozzetti, tre volte campione del mondo, Pierfrancesco Dal Bon, i fratelli Simone e Salvatore Eulisse, Giovanni Boem, Franco Sartori, Nicolò Robello e Nicola Pilastro (quattro titoli mondiali). La sfida sarà tutt’altro che facile. Se la dovranno vedere con Idrusa di Paolo Montefusco, vincitore di cinque titoli mondiali, con a bordo tra gli altri Roberto Ferrarese (due campagne in Coppa America). Ma anche con Ancilla Domini dello skipper Mauro Pelaschier, un’istituzione della vela italiana e internazionale: lui fu timoniere negli anni Ottanta di Azzurra, la prima barca italiana a partecipare alla Coppa America. E poi Team Sistiana con lo skipper Alberto Leghissa, e Kiwi con Paolo Pesaresi. Con il team legato all’Hilton Molino Stucky Venice ci sarà anche il mitico Bruno Troublè, soprannominato «mister America’s Cup»: dopo aver corso due olimpiadi, fu timoniere di France I (il 12 metri della prima sfida del barone Marcel Bich) ma soprattutto fu l’ideatore della Louis Vuitton Cup nel 1983. In acqua sabato 18 non poteva mancare il tocco fuxia di Chica Magnum, un maxi con un equipaggio tutto al femminile, dove a bordo salirà la veneziana Silvia Zennaro, al momento impegnata nella campagna olimpica classe Laser. I maxi in origine dovevano essere sei, come previsto dall’organizzazione, ma a loro non hanno potuto dire di no. Dopo la regata le barche saranno ormeggiate al St. Regis Venice San Clemente Palace dove ci sarà la premiazione accompagnata dalle bollicine Moët & Chandon. Ai primi tre classificati andrà il premio voluto da Mirko Sguario: tre riproduzioni del corno dogale in vetro di Murano ideate e realizzate dal maestro Antonio Seguso, simbolo di una venezianità mai sopita. A cui si aggiungerà un premio in denaro, e il trofeo challenge, un cappello del Doge più grande su di un piedistallo dove saranno citati anno per anno i nomi dei vincitori.

Intanto oggi, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento, sono stati sorteggiati gli equipaggi. Il maxi Pendragon correrà per i colori dell’Hilton Molino Stucky Venice, Idrusa per il JW Marriott Venice Resort & Spa, Kiwi per il St. Regis Venice San Clemente Palace, Ancilla Domini per Ca’ Sagredo Hotel, Team Sistiana per il Belmond Hotel Cipriani,  mentre i due Hotel Luxury Collection The Gritti Palace e Hotel Danieli saranno rappresentati rispettivamente da Il Moro di Venezia e Chica Magnum. 

Il Venice Hospitality Challenge nasce da un’idea di Mirko Sguario, direttore sportivo della Compagnia della Vela  dal 1992 al 2003 e creatore di eventi velici originali. Suoi sono la Cooking Cup, nata nel 1994, gli eventi del Salone Nautico di Venezia, la manifestazione Golf Vela Sciando, e la Regata del Principato di Monaco che si è svolta a Venezia per la prima volta nel 2013. «Per organizzare il Venice Hospitality Challenge abbiamo avuto poco tempo – spiega Sguario – siamo partiti a metà luglio ma si è subito messa in moto l’efficiente organizzazione degli hotel veneziani che ha permesso di arrivare a questo risultato». Antonello De’ Medici, presidente di Confindustria Turismo Venezia e area managing director Starwood HotelsVenezia ci tiene a precisare che «è la dimostrazione che a Venezia si possono fare eventi usando il mare come risorsa senza essere “pro” o “contro” qualcosa, evitando inutili contrapposizioni, valorizzando le sinergie, facendo leva sulla splendida cornice che la città offre per Eventi». Quanto allo sforzo organizzativo De’ Medici aggiunge che «è tutto autofinanziato, dei 60 milioni di euro versati di tassa di soggiorno qui non c’è un solo centesimo, è un’iniziativa dei privati che ancora una volta si rimboccano le maniche mentre altri organismi restano a guardare». Lorenza Lain general manager del Ca’ Sagredo Hotel aggiunge: «mi auguro che anche le istituzioni dialoghino con gli hotel, che con oltre 10 mila occupati nell’intera provincia sono l’industria principale veneziana». 

Ora si parla già della prossima edizione. L’auspicio è quello di far nascere una tradizione vera e propria che coinvolgerà a rotazione altre strutture ricettive di eccellenza anche internazionali già nell’edizione speciale 2015 in occasione dell’Expo Venezia.

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