Dal 2015 a Chioggia le navi da crociera, ma alla presentazione manca il Comandante della Capitaneria

 

Chioggia sarà pronta ad accogliere le navi da crociera a partire dalla primavera del 2015. Un’altra bufala o finalmente, mattone dopo mattone si stanno iniziando a gettare le basi per un’importante economia plurisettoriale che può arrivare a dare ossigeno alla città? Difficile a dirlo oggi, fatto sta che ad annunciare il decollo del progetto che trasformerà Isola Saloni in un polo crocieristico per navi di medie dimensioni sono il sindaco Giuseppe Casson e il presidente della Camera di commercio e di Aspo, Giuseppe Fedalto.

Il terminal passeggeri di Isola Saloni è già pronto e la società, al momento totalmente pubblica, che lo dovrà gestire sarà ufficializzata con atto notarile entro un paio di settimane. La “Chioggia terminal crociere” si occuperà di chiudere l’iter burocratico e poi, con l’innesto di capitale privato, passerà alla fase operativa.

Grande assente alla conferenza stampa di presentazione del progetto, in una giornata davvero storica per la portualità di Chioggia, il comandante della Capitaneria di Porto di Chioggia. Un po come se ad una cena in casa tra amici mancasse il padrone di casa.

Il progetto è nell’aria già dal 2000, per prendere forma solo nell’estete del 2012 quando sulle banchine di Isola Saloni attraccò la nave da crociera Berlin, con a bordo 400 passeggeri nonostante tutto lo strascico di lamentele che ne seguirono tra gli operatori del settore. «Lì abbiamo capito che ce la potevamo fare», spiega Oscar Nalesso, amministratore delegato di Aspo, «le potenzialità ci sono tutte. A luglio avremo lo studio di verifica per la variante al Piano regolatore del porto che darà un nuovo assetto ai Saloni».

«L’accordo di programma con Comune e Capitaneria – spiega Fedalto – ha individuato subito la valenza crocieristica dei Saloni. Ora questa nostra premonizione può diventare anche risolutiva rispetto al problema ambientale, idraulico, ecologico e occupazionale che sta soffocando Venezia. L’alternativa di Chioggia poggia su due elementi: la salvaguardia della laguna e il mantenimento dell’occupazione».

Fondamentale a questo punto sarà l’esigenza di passare in tempi rapidissimi dalle parole ai fatti. Già modificato da parte della camera di commercio di Venezia lo statuto per inglobare le nuove finalità.  Presente ieri anche un rappresentante della Vtp (Venezia terminal passeggeri), che come semplice osservatore, non ha voluto commentare. «Le autorizzazioni dipendono dalla Capitaneria – continua ancora Fedalto – l’atto notarile dal Comune. Noi siamo pronti, le richieste ufficiali per attraccare a Chioggia ci sono già, basta che tutti remino dalla stessa parte».

 

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